Consonni Contract, la Cisl attacca  «Straordinari non pagati anche in Italia»

Consonni Contract, la Cisl attacca

«Straordinari non pagati anche in Italia»

Altri risvolti sull’azienda di Cantù Asnago: operai italiani venivano inviati all’estero per 1.400 euro al mese tutto compreso. Il sindacalista: «Ma invece di lavorare le 160-170 ore pattuite, l’impegno era fino a 240-250»

Non solo le accuse di gravi problemi con i lavoratori in Canton Ticino, tali da costare l’arresto in Svizzera, con successivo rilascio su cauzione, all’imprenditore Marco Consonni, 54 anni.

Ma anche quelli che sembrerebbero problemi con i lavoratori italiani. Con una sostanza che unirebbe le due vicende, diverse nella forma: in entrambi i casi, la contestazione, infatti, verte su ore di lavoro che, secondo quanto si sta ricostruendo, non sarebbero state pagate. In molti si sono detti sorpresi, ad esempio, della scoperta di un forfait mensile comprensivo di qualsiasi straordinario.

«Tutti, tra coloro che ho sentito, erano convinti - spiega per i lavoratori italiani Matteo Luppi, ufficio vertenze Cisl dei Laghi - che i 1.400 euro, ad esempio, pattuiti per un mese di lavoro magari all’estero, fossero per le 40 ore settimanali. Invece, erano un forfait».

«I lavoratori che ho incrociato, anziché le 160 o 170 ore al mese, ne lavoravano 230, 240 o 250. Il problema è capire ora se valga la pena aprire una causa, dato che è in corso una procedura fallimentare, il concordato preventivo, già problematica».

Altri dettagli sul giornale in edicola mercoledì 26 ottobre.


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