Delitto di Vighizzolo, la figlia:
«Mai pensato che finisse così»

Poche parole, rotte dal pianto, sull’uscio dell’abitazione di via Cartesio - Sonia Critofaro è anche compagna dell’omicida, Massimiliano Bellugi, e non riesce a darsi pace

«Il dolore che provo è indescrivibile. No, non mi sarei potuta aspettare una cosa del genere». Sono alcune delle pochissime parole, con la voce rotta dal pianto, che Sonia Cristofaro confida dall’uscio di casa sua, al primo piano della casa dell’omicidio. Pochi scalini al di sopra del piano terra dove viveva sua mamma. Sonia è distrutta. Sua madre, Celestina Castiglia, 78 anni, non c’è più.

È stata uccisa, nemmeno ventiquattr’ore prima, con diverse coltellate. E Sonia non è solo la figlia della vittima di un’altra tragedia domestica, avvenuta in famiglia.

È anche la compagna di Massimiliano Bellugi, il 40enne con cui conviveva. Arrestato dopo aver confessato l’omicidio ai Carabinieri di Cantù, non può esserci: è in carcere. Famiglie spazzate via. Del tutto o quasi. Da una mattina all’altra.

Il giorno dopo la tragedia, al civico 18 di via Cartesio, una traversa di via Pitagora, a Vighizzolo di Cantù, nulla sembra essere cambiato. Persino la sedia su cui l’altro figlio di Celestina - per tanti anni, bidella al liceo Melotti di via Andina prima della pensione: la stessa scuola frequentata, quando si chiamava istituto d’arte, dalla figlia - Roberto, si è appoggiato disperato, dopo aver gridato “Dov’è mia mamma?”, è ancora lì, nel cortiletto, a pochi passi dalla porta principale e dalla finestra dove i sigilli posti dai Carabinieri segnano un prima e un dopo.

. La figlia - pantaloni da casa, una t-shirt, un accappatoio - nonostante tutto, riesce a trovare con i cronisti modi gentilissimi. «Grazie, ma preferisco non dire nulla - si limita a dire - Un ricordo di mia mamma? No, non me la sento. Mi spiace». Singhiozza. «Preferisco non dire niente». Toni molto educati. Ma la voce tradisce le emozioni. Si incrina. Viene frenata dal pianto. Le frasi si spezzano. Il dolore è troppo forte. «Ecco come sto. Non penso che sia un bel momento. E’ un dolore indescrivibile. Quello che è successo, no, non me l’aspettavo».

L’articolo completo nell’edizione de La Provincia in edicola giovedì 3 ottobre

© RIPRODUZIONE RISERVATA