Effetto Covid sulla ripresa       Cantù, Caos tamponi e traffico ko
Per i tamponi molecolari, a smistare le lunghe file di auto, la polizia locale e la protezione civile di Cantù. (Foto by Christian Galimberti)

Effetto Covid sulla ripresa
Cantù, Caos tamponi e traffico ko

Centinaia di auto in fila ieri mattina lungo via Mentana. Due ore d’attesa per i testUn lunedì difficile da prima delle otto per la viabilità, nonostante i volontari

Tutti a fare il tampone molecolare. Per accertare la positività da Covid o per uscire dall’isolamento, o dalla quarantena, con un tampone negativo. Centinaia di auto. Tutte in fila, lungo via Mentana. Sin quasi dalla rotatoria di via per Alzate, frazione di Fecchio. Per arrivare infine davanti all’operatore sanitario, sotto il tendone del drive through di via Caduti di Nassiriya, la bellezza di due ore dopo. Per quanto un cartello suggerisca “Per tamponi accodarsi a destra”, è questo il lunedì della ripartenza dopo le festività natalizie. Con il traffico in difficoltà, in particolar modo, proprio in via Mentana.

Triple file nel parcheggio

Situazione non semplice da gestire. Lunedì mattina. La brina a imbiancare i prati. Poco dopo le 8, le auto hanno già quasi occupato l’intero parcheggio dietro l’ospedale Sant’Antonio Abate di Cantù, allestito per il molecolare. Si procede anche su tripla fila.

Sono giorni in cui gli agenti della polizia locale, i volontari della protezione civile, i volontari dell’Anc Cantù, si stanno spendendo a indirizzare auto su auto. Fa freddo. Gli automobilisti, ogni tanto, abbassano il finestrino, perché non capiscono le indicazioni: le mascherine degli uomini in divisa sono una necessità, ma non aiutano il labiale. Un volontario consiglia al cronista di non avvicinarsi alle auto. «Conviene stare lontani: tanti sono positivi», dice, prima di riprendere il suo servizio non retribuito al gelo. Alle 12.30, le auto si incolonnano persino in via Mentana, lungo la pista ciclopedonale. Dentro, ci sono anche anziani e bambini che non stanno bene. Ma che eppure sono costretti ad affrontare il lungo incolonnamento.

Sos della Protezione civile

In un mondo in cui molto viene delegato al volontariato, Luca Montorfano, coordinatore della protezione civile di Cantù, si è già mosso per avere rinforzi. «Abbiamo chiesto alla protezione civile provinciale una mano. Già in questi giorni arriveranno a Cantù volontari di altri gruppi. Ma la coperta è corta: i volontari sono anche ai centri vaccinali. Inoltre si registra qualche assenza per Covid: da noi, in quattro su trenta. Inoltre non possono essere a disposizione i volontari che sono tornati al lavoro. Anche noi siamo in difficoltà, i numeri sono veramente alti. Nella giornata di sabato, ad esempio, sentivo che sono stati fatti mille tamponi».

Si presentano anche persone che non hanno prenotato. «A una certa ora, verso le 14, chiediamo a chi è in fila chi ha prenotato e chi no, perché altrimenti non riuscirebbero ad arrivare tutti in tempo: la coda è di due ore, ma alle 15.30 si chiude - prosegue Montorfano - Siamo quindi costretti a mandare a casa chi altrimenti aspetterebbe per niente. A questo si aggiunge il freddo, il gas di scarico delle auto, qualche auto che si ferma e che viene spinta per far ripartire il motore, qualcuno che, più nervoso di altri, inizia a litigare con altri automobilisti».

I punti più critici

La situazione peggiore, per la viabilità, è andata in scena - ieri - proprio in via Mentana. Di mattina, all’ora di punta, tanti veicoli anche su via Vergani e via Saffi, per il ritorno al lavoro. Situazioni più snelle in via per Alzate e in via Ettore Brambilla, dove il semaforo all’altezza con via IV Novembre sembra aver accelerato il passaggio al verde. E meno auto ad altri indirizzi. Visti anche i circa 1.500 residenti di Cantù positivi. E costretti a restare a casa.

Christian Galimberti

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