Elezioni comunali  Il 3 e 4 ottobre  si vota in 23 centri

Elezioni comunali

Il 3 e 4 ottobre

si vota in 23 centri

Nuovi sindaci: il paese più popoloso è Olgiate Comasco,Cavargna quello con meno residenti

Sono ventitré i Comuni della provincia di Como chiamati al voto per l’elezione del nuovo sindaco e del consiglio comunale domenica 3 e lunedì 4 ottobre.

Si tratta di Caglio, Carate Urio, Carbonate, Cavargna, Eupilio, Faloppio, Grandola ed Uniti, Gravedona ed Uniti, Griante, Inverigo, Lambrugo,, Lasnigo, Nesso, Novedrate, Olgiate Comasco, Pianello del Lario, Pigra, Ponna, Pusiano, Sormano, Tavernerio, Trezzone e Veleso,

Il centro più popoloso è Olgiate Comasco, con 11.401 abitanti, secondo l’ultimo censimento, quello con meno residente Caavargna (242). Poiché nessuna località supera i 15mila cittadini non ci sarà l’eventuale doppio turno che, con ogni probabilità, si svolgerà a Roma, Milano, Torino, Bologna e Napoli il 17 e 18.

La consultazione coinvolgerà 12 milioni di italiani per eleggere i primi cittadini in 1.162 Comuni, a cui si aggiungeranno quelli delle regioni a statuto speciale, come il Friuli Venezia Giulia.

Il decreto che fissa la data è stato firmato dal ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, Resta aperta la partita sulla data per le regionali, laddove è previsto il ritorno ai seggi: è il caso di Sicilia e Calabria: è naturalmente probabile un ’election day’ che comprenda quindi anche le amministrative.

Tra i Comuni coinvolti ci sono 18 capoluoghi di provincia e 9 Comuni sciolti per fenomeni di condizionamento e infiltrazione di tipo mafioso.

Si chiude dunque il calendario per il rinnovo dei vertici amministrativi in autunno, che nelle ultime settimane aveva diviso la maggioranza e con una finestra elettorale ristretta, che andava dal 15 settembre al 15 ottobre, come deliberato dalle Camere. Il Pd aveva spinto per anticipare le urne mettendo al riparo le elezioni dal rischio Covid: un’idea definita “ragionevole” dal Nazareno, che aveva spiegato questo orientamento come una scelta dettata dalla prudenza di fronte all’aumento veloce dei contagi per la variante Delta. E per evitare quindi l’eventualità di ulteriori slittamenti, considerando che il rinnovo dei consigli comunali arriva già con cinque mesi di ritardo. In direzione opposta era andato il leader della Lega, Matteo Salvini, che a margine di un incontro con il premier Mario Draghi aveva stoppato qualsiasi ipotesi di anticipo, spingendo per il 10 ottobre con l’obiettivo di scongiurare «il rischio di liste a Ferragosto». Nella serata di ieri il decreto del Viminale ha chiuso la questione.


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