False fatture per mezzo milione di euro  Nuova condanna per Alberto Brivio
Alberto Brivio

False fatture per mezzo milione di euro

Nuova condanna per Alberto Brivio

Il commercialista di Inverigo ha protestato con forza la propria innocenza

Di fronte al “fine pena mai” pronunciato dai giudici di primo e di secondo grado per l’omicidio dell’ex marito dell’amante, la sentenza di ieri suona quasi innocua. Ma Alberto Brivio, commercialista di Inverigo con studio a Mariano Comense, in cella ormai da due anni e mezzo nell’ambito dell’inchiesta sulla morte dell’architetto Alfio Molteni, ha protestato con forza la propria innocenza nel processo a suo carico per le fatture per operazioni inesistenti che gli avrebbero consentito di far fuggire all’estero circa mezzo milione di euro.

Dichiarazione d’innocenza vana, visto che il giudice Nicoletta Cremona, dopo la requisitoria del pubblico ministero Pasquale Addesso e dell’avvocato difensore di Brivio, Fabrizio Maldini, ha giudicato l’imputato colpevole e lo ha condannato a due anni e quattro mesi di carcere (due mesi in meno rispetto alla richiesta dell’accusa).

Il fascicolo è nato a margine proprio dell’inchiesta sull’omicidio di Alfio Vittorio Molteni, ucciso nell’ottobre del 2015 sotto casa sua a Carugo con due colpi di pistola, al termine di una drammatica escalation di attentati a suo danno orditi dall’ex moglie, Daniela Rho, e dall’amante di quest’ultima, appunto il commercialista di Inverigo.

Nel processo di ieri Brivio era accusato di avere costituito una società all’estero, Hbyp International, sede formale a Vienna (ma effettiva nel suo studio Gibi di Mariano Comnese), con la quale avrebbe emesso fatture per operazioni che il giudice ha ritenuto inesistente al fine di consentire a una serie di società (tra le quali la Rho Armando Snc) di evadere le imposte sui redditi nel corso degli anni 2015 e 2016. Fatture per 330mila euro a favore dell’Armando Rho, 120mila euro per le altre società coinvolte. Nell’ambito di questo fascicolo lo stesso Armando Rho aveva chiuso i conti con il fisco, versando circa 130mila euro, ovvero tutto quanto gli era stato contestato in termini di evasione, e aveva quindi patteggiato una condanna a 4 mesi.


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