Giubiana, “Per Cantù” delusa  «Il Comune ci ha copiati»
La folla in piazza per il rogo della Giubiana: sarà giovedì 31 gennaio

Giubiana, “Per Cantù” delusa

«Il Comune ci ha copiati»

I volontari: «Non ci siamo mai ritirati dall’organizzazione. Eppure le nostre idee erano valide visto che ora le propone l’assessore»

Alla fine, quest’anno, la Giubiana la organizzerà il Comune, e non una delle due pro loco attive in città. Non la Pro Cantù, che lo faceva da decenni, e nemmeno Per Cantù, che per la prima volta aveva avanzato ufficialmente la propria candidatura per allestire l’evento. Una decisione, questa, che nemmeno era stata ben digerita dalla maggioranza del consiglio dell’associazione guidata da Valeriano Maspero.

E ancora meno, oggi, si digerisce l’idea che qualcuno possa pensare che il sodalizio se l’è data a gambe. Tanto più che le idee proposte nel proprio progetto, ora, verranno riproposte proprio dal Comune.

In ottobre ha il via la lunga sequenza di incontri, per raccogliere tutti i permessi necessari, dal comandante della polizia locale alla curatrice fallimentare del Castello di Pietrasanta – da dove si sarebbero voluti far sparare i fuochi d’artificio – alla mensa di Solidarietà, a favore della quale si voleva organizzare la risottata.

Il Comune vorrebbe che le due pro loco (Pro Cantù e Per Cantù) organizzassero insieme la Giubiana ma il 18 dicembre, all’incontro in municipio, la Pro Cantù non si presenta. Il tempo per allestire il progetto presentato stringe, e il consiglio di Per Cantù decide che non ci sono le condizioni per realizzare il progetto proposto. Nessuna resa, insomma.

Ora parte di quelle idee, dicono, verranno realizzate comunque, anche se dal Comune. «Noi siamo stati propositivi per 4 anni – sottolinea il vicepresidente Enrico Broggi – rischiando del nostro e mettendoci la faccia. Siamo stanchi, però, di spremerci le meningi per trovare idee che poi vengono date in pasto ai giornali come fossero altrui». Perché il premio per i volontari è tutto qua: «nel riconoscimento del lavoro fatto», chiosa Maspero.


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