Il sindaco di Cantù: «Attaccata come madre. Infime bassezze di Fratelli d’Italia»

Polemica rovente Dura replica in aula alle parole del capogruppo di FdI riferite alla bimba di Alice Galbiati: «Me l’hanno sottratta appena nata, per operarla d’urgenza. Non mi serve la vostra finta pietà»

Il sindaco di Cantù: «Attaccata come madre. Infime bassezze di Fratelli d’Italia»
Il sindaco di Cantù, Alice Galbiati, esponente della Lega

A due giorni dall’uscita del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia dalla maggioranza il sindaco Alice Galbiati ha deciso di replicare alle accuse che le sono state mosse in aula, e, nonostante abbia mantenuto il suo consueto contegno, è stato in realtà un attacco furioso: «Mai mi sarei aspettata di assistere all’infima bassezza di vedere colpita la mia persona e non la figura istituzionale. La mamma e non il sindaco». E ancora, rivolgendosi alla fronda dei meloniani, e sostenendo che non tutto il partito la pensi come loro, «si chiama dignità, una delle cose fondamentali della vita, non bisogna mai perderla. Certo, per non perderla basta non averla».

Dopo il terremoto che ha sconquassato il consiglio comunale martedì sera, quando Fratelli d’Italia ha deciso di passare all’opposizione, «stanchi – ha detto il capogruppo Valeriano Maspero - di questo atteggiamento di superiorità spocchiosa», giovedì sera si è tornati in aula. Una seduta ad altissimo tasso di veleno, tutto quello che nei mesi scorsi, evidentemente, è stato ingoiato mal sopportandosi per mantenere apparenze e coalizione, ora trova sfogo. E viene rinfacciato. Dai soprannomi che circolano sulle chat interne dei gruppi politici alle lettere di chi si diceva fervente leghista per venire candidato. In questi giorni tumultuosi solo una voce era assente, quella del sindaco Alice Galbiati. Ha deciso di parlare, «e lo farò solo perché il mio silenzio, mosso dal disgusto che ho provato e provo, non voglio venga scambiato per altro». L’ha fatto in consiglio, «quel consiglio – ha detto ai consiglieri di FdI – che avete trasformato in un teatrino con attori protagonisti, ignari coprotagonisti, comparse e spettatori. A riprova che a un certo partito, o meglio, a un certo circolo, interessa solo una cosa, il palcoscenico. Titolo dello spettacolo, la grande bassezza».

Il riferimento è a un passaggio della dichiarazione di Valeriano Maspero dell’altra sera, in merito al lungo e infruttuoso braccio di ferro per ottenere l’ingesso in giunta di Mirko Gaudiello come assessore in quota FdI: «Ci siamo astenuti dal lottare in momenti in cui l’umana pietà doveva prevalere sugli interessi politici». Ovvero quando, lo scorso autunno, il sindaco ha dato alla luce la sua bambina, nata con importanti problemi di salute.

«Mi hanno sottratto mia figlia appena partorita - ha proseguito Galbiati -, impacchettata e portata a 100 chilometri da me, operata d’urgenza. S’è fatta 45 giorni di ricovero e 20 in terapia intensiva. Non lo auguro a nessuno, nemmeno a chi ha finto solidarietà. Non è superiorità spocchiosa, è superiorità. Punto». E ha proseguito «Non ho bisogno della vostra finta pietà. L’unica cosa che fa veramente umanamente pietà è questo discorso, chi l’ha scritto, chi ha avuto il coraggio di leggerlo e chi l’ha avallato». Fratelli d’Italia ha garantito che non ostacolerà gli importanti progetti in agenda, a partire dal palazzetto, facendo ostruzionismo. Una posizione bollata sarcasticamente dal sindaco: «Nel modo più conveniente in assoluto, per andare avanti avete deciso di collocarvi tra gli ignavi. Quelli che vorranno salire sul carro dei vincitori quando un provvedimento sarà funzionale alla loro campagna elettorale già cominciata, e che saranno all’apposizione quando un provvedimento sarà indigesto o poco popolare».

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