Incendio alla discarica di Mariano  Pompieri al lavoro anche di notte   Qui l’altro video dell’intervento
Le ruspe al lavoro anche di notte (Foto by Silvia Rigamonti)

Incendio alla discarica di Mariano

Pompieri al lavoro anche di notte

Qui l’altro video dell’intervento

Restano mobilitate le squadre dei vigili del fuoco sulla collina dei rifiuti: il vento ostacola le operazioni di spegnimento. L’Arpa esclude al momento rischi per la salute

Non sono ancora completamente spente le fiamme che ieri hanno divorato il fronte aperto della collina di rifiuti all’interno della discarica di Mariano dove sabato prossimo si sarebbe concluso il conferimento degli scarti della plastica.

Un nuovo e violento incendio - il terzo in un anno - scoppiato nel primo pomeriggio, ha creato una densa colonna di fumo nero ben visibile da tutto il Comasco e il Monzese. Tant’è che i pompieri sono ancora al lavoro per avere ragione del rogo.

Secondo una prima ricostruzione, il rogo sarebbe partito da un compattatore impegnato sulla collinetta dove la ditta milanese Ambiente Futuro da fine novembre opera per ripristinare i profili ceduti con l’arrivo di nuovi rifiuti. Non sembrerebbe un incendio doloso.

Le fiamme tra i rifiuti

Le fiamme tra i rifiuti
(Foto by Silvia Rigamonti)

Le fiamme si sono poi estese a tutta la collinetta fino al bosco, mentre non è stata toccata la centralina elettrica che serve Mariano, la bassa canturina, Carugo, Arosio e Brenna, Per questo sul posto sono arrivati i tecnici di Enel e di E-distribuzione.

Inevitabile guardare alla tempistica: il rogo è scoppiato a sette giorni del termine per i conferimento dei rifiuti e una settimana dopo la denuncia dell’Osservatorio sulle Criminalità dell’Università degli Studi di Milano che ventilava la mano dell ’ndrangheta dietro gli episodi.

Fatto che apre a dubbi che il sindaco Giovanni Marchisio stronca sul nascere: «L’importante ora è spegnere l’incendio» ha detto prima di invitare i residenti a tenere le finestre chiuse anche se dai primi rilievi sull’aria condotti da Arpa non risulta una presenza significativa di contaminanti: i dati verranno comunicati oggi.

Chiaro è che l’impianto ora rimarrà chiuso per tutte le verifiche, allontanando di fatto quella che sembrava la fine di una lunga vicenda. «Abbiamo portato a termina quasi il 92% dei conferimenti - spiega l’assessore all’Ambiente Giovanni Pellegatta - il resto del profilo della collinetta lo chiuderemo con la terra».

Intanto si apre la possibilità di rivalersi sull’azienda per il danno, dal momento che il rogo è divampato in orario di lavoro.


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