Mancano mascherine nelle scuole  Cantù, il Comune ne compra 40mila
L’ingresso della scuola secondaria di primo grado Pellegrino Tibaldi (Foto by archivio)

Mancano mascherine nelle scuole

Cantù, il Comune ne compra 40mila

Quelle che ha inviato il commissario Arcuri basteranno soltanto per i primi giorni. Sindaco e assessore soddisfatti della logistica: «Abbiamo predisposto tutto al meglio»

Il conto alla rovescia è iniziato, domani suonerà la prima campanella dell’anno scolastico e i ragazzi torneranno in classe, dove non sono più potuti entrare da febbraio. Tutto pronto, nei tre istituti comprensivi canturini, compresa la vera e propria cartellonistica necessaria per indicare agli studenti dove attendere il proprio turno per entrare in classe, quali percorsi utilizzare per scongiurare il rischio di assembramenti.

Un’organizzazione militare, perché tutto giri per il meglio. Ma non tutto gira ancora al meglio: nonostante le rassicurazioni da parte del commissario straordinario per l’emergenza Covid Domenico Arcuri, le scorte di mascherine inviate negli istituti cittadini bastano per pochi giorni. Per questo l’amministrazione ha deciso di donarne 40mila ai tre comprensivi, per coprire il fabbisogno almeno fino alla fine del mese.

«Riteniamo che sia doveroso nei confronti delle famiglie», conferma l’assessore all’Istruzione Isabella Girgi. In queste settimane le aule e gli spazi a disposizione dei plessi, compresi refettori e laboratori, sono stati utilizzati per ospitare delle mini classi, ovvero il prodotto della suddivisione in gruppi per garantire il distanziamento di un metro tra gli studenti. In questo modo si sono ricavate aule per consentire il ritorno sui banchi a tutti.

Sono stati poi eseguiti gli interventi di adeguamento delle aree esterne dei plessi, finanziati con 130mila euro ottenuti dal ministero. «Possiamo dirlo, dobbiamo dirlo: abbiamo fatto i compiti. E lo abbiamo fatto bene – scrive il sindaco Alice Galbiati in un messaggio in occasione della ripresa -. In un clima di generale incertezza, in cui il ministro dell’Istruzione è sembrato spesso confuso sul da farsi, in cui molti Comuni sono stati costretti a chiedere deroghe e molti dirigenti scolastici a presentare istanze di rinvio, se non addirittura a dichiarare l’impossibilità di iniziare l’attività scolastica, la nostra Cantù si presenta in ordine alla prima campanella».

Silvia Cattaneo


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