Mariano, 27 posti letto per il Covid  Serviranno a chi sta guarendo
L’ingresso dell’ospedale di Mariano Comense

Mariano, 27 posti letto per il Covid

Serviranno a chi sta guarendo

La novità Tra una settimana l’area degli ambulatori dell’ospedale Felice Villa sarà riconvertita

Accoglierà fino alle dimissioni i pazienti sotto osservazione che hanno superato la fase acuta

Entro una settimana l’area degli ambulatori dell’ospedale “Felice Villa” rinascerà come reparto destinato ai pazienti che hanno vinto la battaglia per la vita contro il coronavirus. Poco meno di trenta posti letto, per la precisione 27, infatti, saranno dedicati a tutte quelle persone che necessitano di percorrere l’ultimo tratto del percorso della guarigione, le settimane che anticipano la negativizzazione al tampone, prima di poter rientrare nella propria abitazione.

Ad anticipare la riconversione dell’area degli ambulatori, oggi chiusi, i lavori svolti nel primo pomeriggio di ieri sulla cabina di trasformazione di via Vittorio Veneto dove i tecnici di “E-Distribuzione” hanno operato per potenziare la linea elettrica a servizio dell’ospedale. Un’operazione necessaria per arrivare a “inaugurare” con martedì il nuovo reparto a bassa intensità così definito nella struttura di via Isonzo, un presidio diventato tassello fondamentale per fronteggiare l’emergenza sanitaria.

Come funziona

Lo ricorda una breve nota dell’Asst Lariana che spiega come l’azienda socio-sanitaria territoriale si organizzata in risposta alla pandemia gestendo la fase acuta dell’infezione nei settori di terapia intensiva, di sub-intensiva e di risposta all’acuzie così come di ripristino dell’efficienza respiratoria dell’ospedale “Sant’Anna” di San Fermo della Battaglia. A questa prima gestione del percorso di guarigione si affianca il reparto di degenza di transizione finale a Mariano.

Nessuna bombola di ossigeno o maschere per la respirazione, i pazienti che verranno ricoverati all’interno del reparto marianese si trovano ad affrontare la riabilitazione nella fase decrescente della curva del contagio in un percorso di riabilitazione necessario dopo lunghi ricoveri. «L’intento è riconsegnare i cittadini che si sono ammalati alle loro famiglie e al loro ambiente sociale con la sicurezza e la serenità di cui abbiamo tutti bisogno in questo periodo» osservano il direttore generale di Asst Lariana Fabio Banfi e il direttore socio-sanitario Raffaella Ferrari.

«Sicurezza e serenità»

«Questo progetto è stato condiviso con l’amministrazione locale» puntualizza la nota dell’Asst. E lo ribadisce anche il sindaco Giovanni Alberti che guarda positivamente a questa soluzione per il territorio dove sono presenti più casi che potrebbero usufruire del servizio. «Anche il territorio dà il suo contributo, oltre a tutto quello che già fa, per questa emergenza» commenta il primo cittadino che vede nell’apertura di questo reparto, la vocazione futura del nosocomio.

Un edifico dove troveranno spazio strutture ambulatoriali e reparti a livelli di media e bassa intensità assistenziale per offrire l’accesso a cure spesso carenti per i cittadini condividendo lo sguardo dell’Asst. «Lo vedo come un ospedale di prossimità al cittadino, con reparti a bassa intensità, oggi destinati alla degenza di chi sta guarendo dal Covid 19, ma domani potrebbe essere destinato a una nuova terapia» puntualizza Alberti che anticipa la risposta a quanti, in questi giorni, hanno chiesto di riaprire i blocchi chiusi. «Non sono utilizzabili perché è inagibili» chiosa.


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