Mariano, la chiusura del “Ciok”
«Fatale il secondo lockdown»

La decisione dei titolari del bar pasticceria noto per i macarons. «Dopo nove anni è un dolore lacerante, ma le incertezze sono troppe. Il primo pensiero va alle cinque dipendenti»

Ha regalato una dolce pausa a quanti si sono fermati per un caffè accompagnato dai sapori della pasticceria francese, fra tutti i celebri macarons capaci di colorare anche le giornate più grigie in via XX Settembre, a pochi passi dalla stazione. La pasticceria e caffetteria “Ciok” ha scelto di chiudere, una decisione sofferta, ma su cui hanno pesato i provvedimenti legati al diffondersi del contagio uniti all’incertezza sulla possibile ripresa del commercio. «La chiusura nel primo lockdwon ha inciso, questa ci ha spinto alla scelta di non riaprire» spiegano i titolari Ilenia Morabito e il marito e chef Julien Thevenot che nell’ottobre di nove anni hanno aperto il locale. «Una volta terminato il primo periodo di chiusura molti nostri clienti sono tornati perché avevano bisogno di ritornare alla normalità. E a settembre, quando scuole e attività sono ripartite abbiamo avuto una bella ripresa». Ma poi la curva dei contagi ha registrato una netta risalita, presto tradotta in un nuove restrizioni. «Lo capisco che il caffè non è una necessità, ma così muoiono le attività - dice Ilenia che si è trovata a confrontarsi con i costi fissi del negozio che il d’asporto non copre - Non riesco a sostenere altri due mesi di chiusura. E poi c’è l’incertezza di come e quando riapriremo». Ma non è facile chiudere un’attività che per nove anni ha illuminato il “Forum” a ridosso della stazione. «È un dolore lacerante - ammettono - Il primo pensiero è andato alle nostre cinque dipendenti che lascio a casa». Subito i titolari si sono attivati per raccogliere proposte di lavoro per il personale anche attraverso i canali digitali della pasticceria.

(Silvia Rigamonti)

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