Mariano: «Pagano tanto Sgarbi  E non hanno soldi per le associazioni»
E’ polemica per la conferenza che dovrà tenere Sgarbi al Monnet

Mariano: «Pagano tanto Sgarbi

E non hanno soldi per le associazioni»

Il Comune versa 5.500 euro al critico d’arte per la conferenza che si terrà su Leonardo da Vinci: «Dovrebbe sostenere gli eventi dei gruppi cittadini»

«È un contributo troppo alto per un singolo evento, tra l’altro, di nicchia». Così le associazioni culturali di Mariano commentano la scelta del Comune di sostenere i costi legati alla lectio magistralis su Leonardo da Vinci che il noto critico d’arte Vittorio Sgarbi terrà il 4 maggio all’istituto Jean Monnet.

Tradotto in cifre, per l’evento organizzato dall’associazione cabiatese ArteLario, l’amministrazione pagherà un contributo diretto di oltre 5mila 500 euro. Una decisione che, dopo aver diviso all’interno la giunta, ora spacca anche la comunità locale.

«Il contributo dato per le manifestazioni va commisurato alla risposta che queste potranno ottenere dal territorio» dice il vice presidente della Pro Loco, Davide Canosa. «Se l’evento è di nicchia non si possono erogare somme troppo elevate, meglio cercare degli sponsor per sostenere i costi».

Il timore, infatti, è che la cifra “alta” da spendere per l’appuntamento vada assottigliando il capitolo dei fondi destinato dal Comune al sostegno agli eventi delle associazioni marianesi.

«Sono anni che non riceviamo contributi, ma solo patrocinio alle nostre iniziative da parte del municipio» ricorda la referente di Cittadinanzattiva, Fernanda Donchi che sottolinea come di solito «i fondi sono vincolati a dei progetti con l’amministrazione». .

Su questa scia di pensieri si inserisce il commento della presidente di Penta, Rosaria Battaglia. «Non mi sembra corretto destinare così tanti soldi a un solo evento, soprattutto, quando lo stesso Comune è alla ricerca di fondi per riqualificare la biblioteca chiedendo a ogni singolo cittadino di votare online il progetto di recupero dello stabile per permettergli di vincere il bando - dice -. Si poteva pensare di mettere da parte questi soldi o investirli su un servizio che va alla città tutto l’anno per comprare nuovi libri o promuovere una serie di rassegne».


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