Novedratese, lavori anche di notte  «L’obiettivo è riaprirla al più presto»

Novedratese, lavori anche di notte

«L’obiettivo è riaprirla al più presto»

La Provincia spiega che non ci saranno soste nel cantiere del ponte di Carimate. «Nemmeno la pioggia potrà bloccare la ricostruzione: per il 15 aprile sarà tutto a posto»

I lavori per riaprire il tratto spezzato sulla strada Novedratese, se necessario, come dice il presidente della Provincia Fiorenzo Bongiasca, si faranno anche di notte. Anche con la pioggia, se non sarà diluvio.

Per rendere di nuovo percorribile il punto a Carimate in cui il ponte è stato rovinato dal passaggio di un camion intento a trasportare una ruspa l lunedì 18 marzo. Chi rompe paga: l’ufficio legale di Villa Gallia ha avviato l’iter.

E mentre si corre a tempo di record per ripristinare la viabilità dal 15 aprile, riaprendo non fra tre mesi ma tra tre settimane, a cantiere in corso, la Provincia, tra una decina di giorni, sarà in Regione per chiedere una mano su un progetto sempre più fondamentale: l’eliminazione dei semafori ad Arosio.

È questo quanto dice il presidente Bongiasca a poche ore da un altro incontro, previsto questa mattina con le associazioni di categoria. C’è chi, tra gli autotrasportatori, intende proporre l’idea di un girone a senso unico. Oggi, nel mentre, ricomincia un’altra settimana di disagi per automobilisti e camionisti, costretti a utilizzare deviazioni lunghe 9 chilometri.

Ma anche a sfruttare meglio la nuova mossa consentita per chi da via del Seveso, il rettilineo che arriva alla Novedratese dalla stazione ferroviaria di Carimate, vuole svoltare a sinistra verso Arosio: può salire direttamente sul sovrappasso, evitando di ingolfare la viabilità verso Cascina Valle, la congestionata via Roma. Gravata anche della presenza di un passaggio a livello.

«Oggi ci riuniremo con tutta la rappresentanza delle categorie - ricorda Bongiasca - Con questi lavori, abbiamo fatto uno sforzo, proprio tutti. E devo ringraziare tutti, partendo dall’ufficio tecnico della Provincia, dall’ingegner Bruno Tarantola e da tutti i suoi collaboratori. Magari per il cittadino sarebbe normale, un cantiere del genere in tre settimane, in realtà, se si conosce la burocrazia e tutto il resto, non è così».


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