Nuova scuola, non solo è fallita la ditta  A Capiago è caccia ai 600mila euro
Il cantiere chiuso della nuova scuola: la ditta è fallita (Foto by archivio)

Nuova scuola, non solo è fallita la ditta

A Capiago è caccia ai 600mila euro

Un altro risvolto nello stop al cantiere: il Comune versò una caparra. L’opposizione accusa il sindaco: «Senza avere chiesto fidejussioni quei soldi sono a rischio»

La Tes Energia, l’azienda che stava costruendo la nuova scuola media in via Serenza, prima di fallire aveva ricevuto un acconto di 600mila euro dal Comune di Capiago. Soldi erogati senza che tutte le fideiussioni a garanzia fossero regolarizzate in municipio. Per il capogruppo consiliare in minoranza di Progetto Insieme, Emanuele Cappelletti, sono soldi che il Comune ha, di fatto, perso.

Per il sindaco Sandro Vergani, Prospettiva Comune, sono soldi che in gran parte si potranno recuperare. Sarà il tempo a dire chi avrà ragione. Ma, intanto, la caccia ai 600mila euro si preannuncia non semplice. Si rischia di dover passare da assicurazioni e da una banca estera, in Ungheria. E la vicenda potrebbe finire anche alla Corte dei Conti o all’Anac.

Per Cappelletti è una vicenda pesantissima. «Abbiamo chiesto - dice - come era la questione delle fideiussioni», ovvero il paracadute giuridico con cui di solito una banca o una compagnia di assicurazioni garantisce per l’azienda.

«E il sindaco - prosegue Cappelletti - non ha potuto tacere che quanto previsto dal codice dei contratti come controparte per l’acconto da 600mila euro non sia stato consegnato: una garanzia che il Comune non ha. Ora la ditta è fallita. Da tutto questo ne deriva una responsabilità innanzitutto politica. Potrebbe esserci un discorso di Corte dei Conti o di Anac. L’unica fideiussione esistente è sull’inizio lavori: 163mila euro».

La replica di Vergani: «È successo qualcosa tra gli uffici e una delle fideiussioni non risulta valida - dice - Sappiamo che possiamo chiedere conto a una banca ungherese e a un’assicurazione che deve rispondere dei lavori non eseguiti. Al curatore fallimentare abbiamo detto che quei soldi (i 600mila euro, ndr) non rientrano nel fallimento: è stata fatta una richiesta per poter avere la somma intera».


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