Ospedali comaschi, è allarme sicurezza. Episodi violenti ogni due giorni
Il convegno nell’auditorium del Sant’Anna

Ospedali comaschi, è allarme sicurezza. Episodi violenti ogni due giorni

I dati diffusi ieri durante un convegno dedicato alla prevenzione. A Como problemi soprattutto di notte, al Pronto soccorso e in Psichiatria

Nei primi sei mesi del 2018 nell’Asst Lariana (ex azienda ospedaliera Sant’Anna) si sono verificate 165 episodi di “violenza” fisica o verbale. Di questi, 87 in Pronto soccorso, 53 in Psichiatria, il resto in altri reparti o servizi. Nel 79% dei casi si è trattato di azioni di disturbo, nel 14% di minacce, nel 3% di aggressione fisica, il 4% non è specificato. I dati sono emersi ieri durante il convegno sulla prevenzione delle aggressioni nelle aziende sanitarie che si è svolto nell’auditorium dell’ospedale di San Fermo.

Per quanto riguarda le fasce orarie, il 37% degli interventi si concentra tra le 20 e le 2. La più alta percentuale (15%) si verifica dalle 22 alle 24. Gli aggressori? Nel 75% dei casi si tratta di pazienti “psichiatrico-alcolista-tossicodipendente”. Gli episodi si verificano in pari percentuale (39%) durante l’attesa e durante il trattamento. Il 44% degli episodi avviene nei confronti di personale infermieristico, la restante percentuale indistintamente nei confronti di tutti presenti nel reparto.

Nel 92% dei casi ci sono state azioni di disturbo alle attività sanitarie, nell’1% lesioni a danno del personale, nell’1% danni materiali.

In otto situazioni problematiche su dieci il primo intervento è stato eseguito dal servizio di vigilanza, nel 30% dei casi è stato necessario un secondo intervento da parte di polizia, vigili urbani o carabinieri. Dopo l’intervento del direttore generale Marco Onofri, gli esperti hanno sottolineato come la formazione sulle tecniche di “de-escalation” e la comunicazione siano un’arma fondamentale per smorzare le reazione dei pazienti o dei familiari più facinorosi, ma anche che è intendimento comune lavorare per l’accoglienza. Provvedimenti come i fast-track in Pronto soccorso o la collaborazione con associazioni di volontariato vanno proprio in questo senso.

L’Asst Lariana si è impegnata in questi anni per contrastare il fenomeno con uno specifico progetto, inoltre ha ideato la campagna “Tolleranza zero” con affissione di poster nei luoghi di maggiore accesso dell’utenza e ha organizzato un corso di autodifesa per le donne oltre a eventi di formazione per tutti gli operatori dei settori più esposti. Infine ha installato telecamere di controllo, con registrazione e indicazione di ambiente video sorvegliato, nelle sale di aspetto degli ospedali di Cantù e San Fermo e un pulsante d’allarme nel Pronto soccorso di Cantù. Ha poi avviato tavoli con la Prefettura e le forze dell’ordine oltre che con le rappresentanze sindacali.


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