Pochi infermieri e ferie estive Chiusa la Riabilitazione cardio

Cantù Stop temporaneo ai ricoveri nel reparto per le carenze di organico. Regolari gli ambulatori. Il sindacato: «Asst fa i bandi, ma si presentano pochi candidati per la concorrenza della Svizzera»

Pochi infermieri e ferie estive Chiusa la Riabilitazione cardio
Il personale del reparto di Riabilitazione cardiorespiratoria dell’ospedale di Cantù in una foto di due anni fa

Sospesi dal 1o luglio al 12 settembre i ricoveri nell’Unità di Riabilitazione cardiorespiratoria dell’ospedale Sant’Antonio Abate. Una scelta inevitabile, quella di Asst Lariana, a fronte della temporanea carenza di personale infermieristico e medico, dato che, dopo tre anni di emergenza pandemica, devono poter fruire delle ferie estive, il che è anche un obbligo di legge.

A fronte di di questa situazione si è deciso di garantire prioritariamente i servizi essenziali, ovvero l’attività della Rianimazione-Anestesia e di conseguenza quella chirurgica, già programmata per tutto il periodo estivo. E del pronto soccorso. Non una chiusura, assicura Asst Lariana, ma una sospensione che riguarderà i ricoveri tra il 1 luglio e il 12 settembre.

Mentre l’attività ambulatoriale del reparto guidato da Antonio Paddeu proseguirà regolarmente e il personale medico sarà a disposizione per la gestione dei pazienti e la presa in carico. Il personale infermieristico verrà ricollocato nei diversi reparti del presidio di via Domea, per garantire la programmazione delle ferie estive.

Un nuovo concorso d’estate

La prospettiva, a settembre, riprendere l’attività di ricovero nell’Unità di Riabilitazione cardiorespiratoria. Nel corso dell’estate, nel frattempo, verrà espletato un nuovo bando di concorso per l’assunzione di personale infermieristico. Sono arrivare 300 domande e la prova scritta e pratica si svolgerà il 3 agosto a Desio, mentre le prove orali inizieranno a partire dal 22 agosto. Si conta, quindi, per l’autunno di riuscire a rimpolpare gli organici. Meglio, si spera.

Se l’emergenza Covid sembra avere allentato la presa sul sistema sanitario, un’altra, altrettanto grave, investe il Paese, la difficoltà nel reperire medici, soprattutto nei pronto soccorso. Tanto che a Cantù si è aperta una ricerca finalizzata a otto assunzioni, e sono state solo due le domande presentate allo scadere dei termini. Non va in assolutamente meglio con gli infermieri, e i dati dicono che in Italia ne mancano decine di migliaia.

«Situazione preoccupante»

Nessuna sorpresa per questa riorganizzatone, dice Massimo Coppia, segretario sanità Uil Fpl: «Una situazione preoccupante che denunciamo da anni. Il carico di lavoro è eccessivo, dopo due anni e mezzo di pandemia. E quando, a breve, andranno in pensione infermieri entrati in servizio 30 anni fa, sarà ancora peggio. Per questo abbiamo chiesto di fornirci i dati su quante sono state le cessazioni e quante le assunzioni in questi anni». Ma, sottolinea, «in questo caso non possiamo dare la colpa ad Asst Lariana. Le aziende stanno cercando di fare miracoli per reclutare personale, ma senza riuscirci. E’ un mercato, e ognuno fa le proprie scelte. La Regione deve intervenire massicciamente e non solo per quanto concerne il trattamento economico ma anche per il welfare aziendale, nel rendere migliori le condizioni di lavoro».

Tante le cause di questa emergenza: «Da una parte, qui, c’è la concorrenza della Svizzera o di Milano. Dall’altra, tutta quella popolazione del Sud che un tempo veniva al Nord oggi manca, perché lo stipendio non è più adeguato al caro vita che il trasferimento comporta. Senza contare che sono in arrivo due concorsi da 5mila assunzioni l’uno a Roma e in Puglia».

Silvia Cattaneo
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