Rubano la bici elettrica a un anziano, ma lui la ritrova grazie al geolocalizzatore

La storia Un avvocato residente in centro fornisce il gps ai carabinieri e fa ritrovare la e-bike : «I militari sono stati bravissimi. Alla fine l’hanno recuperata in un cortile di Besana Brianza»

La denuncia di un cittadino, l’intervento dei carabinieri e le moderne tecnologie sono un tris vincente contro i ladri di biciclette.

Si è concluso con un lieto fine il furto subito nella notte tra domenica 21 e lunedì 22 agosto da un avvocato di 85 anni residente in centro città. Ignoti gli hanno sottratto l’e-bike, una Orbea del valore commerciale di oltre 2mila e 500 euro, insieme a due biciclette dei vicini di casa. Erano parcheggiate nel cortile condominiale, quella dell’avvocato era legata con una “catena tedesca”, molto spessa, ma tagliata comunque dai ladri. «Come un foglio di carta» spiega l’ottantacinquenne.

L’arma segreta

Fortunatamente lui aveva un’arma segreta: un rilevatore di posizione. Regalatogli da un amico, installato nella bicicletta elettrica, collegato al suo Smartphone, ha permesso di geolocalizzare il mezzo e grazie ai carabinieri l’ha ritrovato a poco più di una settimana dal furto in un cortile di Besana in Brianza, a una trentina di chilometri da casa. «Ho davvero trovato grande disponibilità nei carabinieri».

L’avvocato usa il plurale perché nell’ultima settimana ha avuto a che fare con i carabinieri di Cantù, di Como, di Milano e di Besana in Brianza. «Si sono tutti prodigati per ritrovare la mia e-bike, ma purtroppo in certi momenti è stato impossibile».

La denuncia di furto l’ha presentata al comando compagnia carabinieri di Cantù, poi trasmessa a Como. «La mattina in cui ho scoperto che la bici era sparita, ho visto che il rilevatore la posizionava nell’area di competenza dei militari canturini».

L’anziano, in accordo con gli uomini dell’Arma, ha raggiunto la via e il numero civico che indicava il rilevatore. «Purtroppo i carabinieri non hanno potuto fare nulla: si sono trovati di fronte a diversi edifici, su più piani e ad almeno un cinquantina di box. Il rilevatore indica il luogo e il punto preciso soltanto a pochi metri di distanza dalla bicicletta». Nei giorni seguenti il comasco ha continuato a monitorare gli spostamenti del suo mezzo, scoprendo che era arrivato a Milano. «Chiamati i carabinieri di Milano, si sono portati subito in posto. Sono sopraggiunto anch’io, ma purtroppo la bicicletta si era già “allontanata”». È andata meglio nell’ultimo spostamento dell’e-bike: Besana in Brianza in provincia di Monza e della Brianza. «Contattati i carabinieri, sono andato insieme a loro: la pattuglia davanti e io dietro in auto».

L’avvocato e i militari sono arrivati in una casa di corte. «Proseguiamo in una corte adiacente e ad un certo punto il cellulare segnala: “Qui vicino”. Si accende lo schermo, comparare una freccia, mi dice di andare avanti 4 metri sulla destra. Lo Smartphone s’illumina ancora: “La tua bici è qui”. Di fronte avevamo una porta in ferro». I carabinieri l’hanno rassicurato: «Vada a casa, ci pensiamo noi».

La bella notizia

La sera, alle 21, la bella notizia: «Mi telefonano e comunicano: «Abbiamo trovato la sua bici». Dietro la porta in ferro c’era un deposito e all’interno, oltre all’e-bike dell’avvocato, erano accatastati anche monopattini e biciclette. Gli inquirenti sospettano siano rubati. La proprietaria dei locali, una cinquantaseienne besanese, sarebbe estranea ai fatti. Nei prossimi giorni gli accertamenti sui numeri di telaio dovrebbero permettere di individuare i proprietari degli altri mezzi . Invece delle altre due bici rubate in centro a Como al momento non c’è traccia.

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