Starbucks, prima apertura in Italia   Per gli interni c’è il made in Cantù
Il palazzo milanese ex Poste di piazzale Cordusio: sarà la prima sede italiana ad ospitare Starbucks nel 2018

Starbucks, prima apertura in Italia

Per gli interni c’è il made in Cantù

Il colosso internazionale della ristorazione sbarcherà a settembre a Milano

Nessuno dei diretti interessati dice nulla: nemmeno una parola. Ma i beninformati assicurano: nel progetto del primo Starbucks in Italia, apertura prevista alle porte dell’autunno a Milano, in piazza Cordusio - a due passi dal Duomo - c’è anche un pezzo di Brianza.

Milano non è poi così grande. E così si viene a sapere che, per una parte degli spazi interni della caffetteria americana, una delle più note multinazionali al mondo, sono al lavoro B&B Italia, il brand dell’arredamento di Novedrate, e Studio Invencta, sede a Cantù, noto per essere impegnato, in questi mesi, sul Nuovo Pianella di Cucciago.

Di che cosa esattamente si occuperanno le due aziende brianzole, non è possibile saperlo. La riservatezza è massima. Non una sola parola è possibile raccogliere al telefono dalla B&BItalia. Non una sola parola si può avere dallo Studio Invencta, dove la comunicazione, persino, cade improvvisamente. Le due realtà, ad ogni modo, sono tuttavia coinvolte nel progettare alcuni aspetti legati agli spazi della caffetteria. Il noto marchio visibile in diversi angoli del mondo. Che ora arriva nella patria del caffè espresso.

Dietro il lavoro, quindi, anche di Milano, c’è Howard Schultz, l’imprenditore partito da Seattle che ha trasformato una piccola catena da 10 punti vendita in un colosso con quasi 29mila negozi - dati riferiti da Il Sole 24Ore - e quasi 23 miliardi di dollari di ricavi annui. A Milano, Starbucks sarà presente con uno store da 2mila e 400 metri quadri. L’inaugurazione è fissata ai primi di settembre. «Sono venuto in Italia nel 1983 quando ero giovane - ha spiegato Schultz - e la mia immaginazione è stata catturata dal senso del comunità dei bar italiani e questa è stata l’idea che ho portato negli Stati Uniti».

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