Stefano, il re del Negroni  È lui il barman dell’anno
La proclamazione del “Campari Barman of the Year 2019”

Stefano, il re del Negroni

È lui il barman dell’anno

Cattaneo, 21 anni, di Cantù, è il vincitore della prestigiosissima Campari Barman Competition, giunta alla sesta edizione

CANTU’

È Stefano Cattaneo il “Campari Barman of the Year 2019”, ha battuto un esercito di bartender, ben 1.550, arrivati alle nove selezioni in tutta Italia. Cattaneo, nonostante la sua giovanissima età, lavora all’Antique American Bar di Bratislava, capitale della Slovacchia, dove si trova da quattro mesi.

Stefano Cattaneo

Stefano Cattaneo

Presto si trasferirà a Londra, per un ruolo di responsabilità in un locale inglese. Vittoria che in un certo senso vale il doppio, dato che Stefano ha vinto nell’anno del centenario del Negroni, il cocktail inventato dal conte Camillo - appunto - Negroni nel 1919. Prima si è imposto alle selezioni con una sua ricetta, “L’erede del Conte”.

Infine, nella finalissima a tre, a Firenze, si è aggiudicato il titolo con un Negroni classico e poi una sua personale variante, “Non più di 20”.

Cattaneo porta a casa un premio del valore di 7mila euro. Sarà ambasciatore Campari e potrà contare su un master di specializzazione Campari Experience alla Campari Academy. «Sono decisamente emozionato, è una bella sensazione - racconta - Ho partecipato per mettere alla prova me stesso, soprattutto, anche per poter essere tranquillo, in modo sereno, dietro il bancone, per riuscire a comunicare con il pubblico e a raccontare la mia storia. Campari è il bitter per eccellenza che porta a testa alta l’Italia in tutto il mondo».

«Sono fiero di poter rappresentare questo marchio per quest’anno e soprattutto di aver partecipato a una gara fantastica. Oggi so che continuerò a stare dietro il bancone, a fare il lavoro che amo di più, nella mia vita, che è quello di rendere felice la gente che viene a bere da me».

“L’erede del Conte”: Campari bitter rosso, gin, Cordial Campari, orange wine, acqua all’artemisia e miele. E Stefano ha battuto l’intera Milano da bere.

Quindi, semifinale e finale a Firenze, in onore del Negroni, che qui nacque. Gara all’interno dello storico Cinema Odeon. In giuria, anche Salvatore “The Maestro” Calabrese, storico barman del Duke’s Hotel di Londra. Un minuto per servire un Negroni a regola d’arte, sei minuti per la variazione su richiesta di un giudice.

Apprezzato il “Non più di 20” di Cattaneo, versione fruttata con Cordial Campari al lampone e il liquore Persichetto alle foglie di pesco, servito in coppetta.

Per Stefano, il mondo del cocktail, in provincia di Como, dovrebbe crescere: «Ognuno ha la sua idea di cosa bere e come berlo, però devo dire che a Como e a Cantù è ancora un mondo in parte inesplorato. Peccato, perché nella serata al bar è bello mettere qualcosa di più».


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