Tangenziale, secondo lotto
Se si farà, cambierà tracciato

Rispolverato il vecchio progetto della provincia con meno galleria e passaggio attraverso Senna e Orsenigo

Fondi da reperire per mantenere la promessa di rendere gratuito il primo lotto della tangenziale di Como. E finanziamenti ancora tutti da inventare per completare l’opera con il secondo lotto: al “tavolo della competitività”, convocato ieri mattina alla Camera di Commercio, il presidente Attilio Fontana ha ascoltato le richieste avanzate dalle categorie produttive della provincia e al termine dell’incontro, a differenza di otto mesi fa, quando si era in piena campagna elettorale, si è ben guardato dall’assumersi nuovi impegni formali.

Ma ha garantito «di lavorare per rendere gratuita la tangenziale», un aspetto sul quale l’assessore regionale alle Infrastrutture Claudia Terzi ha avvertito però «che sarà necessario trovare fondi per coprire i mancati introiti».

Soldi insomma non ce ne sono, ma almeno si è trovato il modo per spenderne di meno se si dovesse dare il via ai lavori per il secondo lotto.

La Regione infatti intende sposare e portare avanti il cosiddetto progetto alternativo, messo a punto ancora nel 2009 dall’Amministrazione provinciale: un tracciato che passa a sud del lago di Montorfano, da Senna Comasco e non più da Albate, con un minor impatto sul territorio (in particolare esclude l’ipotesi di Albese e sbocca a Orsenigo). Lungo nove chilometri, ha il grande pregio di limitare all’indispensabile i tratti in galleria e soprattutto di costare decisamente meno rispetto alla prima ipotesi: 674 milioni contro 832. Ma sono tutti da reperire: «Se non ci saranno quelli del governo, occorrerà rivolgersi ai privati» ha detto Fontana.

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