Traffico di biglietti illegali e riciclaggio  «L’ultrà canturino tra i protagonisti»   Qui uno dei video della polizia
Christian Fasoli il 9 maggio 2010 faccia a faccia con Alessandro Del Piero a Torino (Foto by “La Repubblica” edizione di Parma)

Traffico di biglietti illegali e riciclaggio

«L’ultrà canturino tra i protagonisti»

Qui uno dei video della polizia

Si definiscono le accuse per Christian Fasoli, coinvolto insieme ad altri undici tifosi. E spunta il suo faccia a faccia con Del Piero durante i disordini del match con il Parma del 9 maggio 2010

I biglietti per le partite, ottenuti dalla Juventus con toni minacciosi, venivano poi rivenduti a prezzi stellari. Soprattutto, il ricavo illecito maggiore arrivava dai biglietti della Champions League. In particolar modo, le partite della Juventus di cartello. Dove era tutto esaurito e comunque era parecchio difficile trovare un posto allo stadio.

Integrato in questo sistema, trasversale a più gruppi della curva bianconera, vi è, secondo l’accusa, anche Christian Fasoli, 42 anni, casa a Cantù, gestore di alcune palestre fra Cantù e Meda, arrestato per estorsione e autoriciclaggio. Era a Capo dei Nucleo 1985 Vivere Ultras, anche dopo essere stato soggetto al divieto di ingresso negli stadi per un Daspo.

E nella sua storia di tifoso emerge anche il faccia a faccia che ebbe nel 2010 con l’allora capitano bianconero Alessandro Del Piero in occasione del match casalingo con il Parma. Esplosero contestazioni furibonde visto che i bianconeri stavano perdendo e il match fu sospeso dieci minuti, durante i quali i giocatori si confrontarono anche con i tifosi. E Fasoli venne immortalato da uno scatto finito poi sull’edizione di Parma del quotidiano “La Repubblica”.

Ma tornando all’attualità, un capo è sempre un capo. Anche se allo stadio non vi può mettere piede. Emergono nuovi aspetti legati all’arresto dell’ultrà canturino. Sembra che non dovrà rispondere delle accuse più gravi.

Perché, nel gruppo dei 12 finiti in manette nell’ambito di un’articolata indagine della Digos della Questura di Torino - coordinata dal gruppo criminalità organizzata della locale Procura della Repubblica - vi sono anche indagati per associazione a delinquere e violenza privata. Ad ogni modo, con il passare delle ore, si definisce il quadro che non sarebbe propriamente edificante.

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