Tre mesi di ricovero in ospedale a Cantù
Guarito dal Covid, ma sparisce la dentiera

Denuncia di un pensionato di 82 anni, di Lomazzo, che chiede un risarcimento. Asst Lariana: «Possibile procedere solo se si rileva una chiara responsabilità del personale»

Tre mesi di ricovero in ospedale a Cantù Guarito dal Covid, ma sparisce la dentiera
Ospedale di Cantù. Ingresso. Sant'Antonio Abate.
(Foto di Christian Galimberti)

È rimasto ricoverato per tre mesi all’ospedale Sant’Antonio Abate a causa del Covid ma, anche se è stata dura, ne è uscito, e oggi può sorridere. Più o meno, in realtà, visto che, racconta, durante il ricovero è stata smarrita la sua dentiera e oggi vorrebbe venire risarcito.

Un desiderio destinato a rimanere tale, però, perché Asst Lariana non ha ravvisato profili di responsabilità imputabili al personale di via Domea nella sparizione. Protagonista un pensionato di 82 anni, di Lomazzo, che l’anno passato, quando la pandemia si abbatteva ancora con violenza sul Comasco, è stato ricoverato a Cantù con il Covid.

«Un’esperienza che non auguro a nessuno», ricorda. Oggi alle spalle, ma c’è qualcosa che ancora lo tormenta dopo mesi, la scomparsa della sua dentiera.

«Consegnata per farla lavare»

«Ero in ospedale da pochi giorni – spiega – e un’infermiera chiese se volessi fare colazione. Dissi di sì, per questo andò a prendere la dentiera, che era nella mia valigia. La sera l’ho riconsegnata, per farla lavare. Ma il giorno dopo non c’era più». Impossibile stabilire cosa sia accaduto, «la mia ipotesi – dice – è che sia stata appoggiata sul tavolinetto e quando sono passati a pulire è finita nell’immondizia». Un bel problema, «non potevo masticare – continua – e non sempre mi frullavano il cibo, quindi potevo mangiare solo la purea di frutta e il brodo. Ho perso oltre 20 chili». Così, una volta dimesso, non gli è rimasto che fare una nuova dentiera, spendendo 3.600 euro.

«Ho chiesto un risarcimento – conferma – ma mi è stato risposto che per la loro assicurazione questa è una cifra irrisoria e quindi la mia richiesta non può venire accolta. Per loro sarà irrisoria, ma per me, che sono un pensionato, non lo è».

La replica dell’azienda

Asst Lariana, attraverso l’ufficio stampa, conferma l’episodio, ma non le motivazioni del mancato risarcimento. «Siamo certamente dispiaciuti dell’accaduto e comprendiamo il disagio del paziente e dei suoi familiari», si premette.

Quando si prendono in custodia effetti personali di un paziente che accede in pronto soccorso, in base a un apposito protocollo, il personale deve compilare uno specifico modulo. Le protesi acustiche e le protesi dentali, invece, restano nella disponibilità dei degenti, che devono poterle utilizzare, e Asst Lariana fornisce un apposito contenitore, «viene trascritta agli atti la loro presenza, ma è demandata al paziente, previa debita informazione, la loro custodia. Così è avvenuto anche con il signore».

Per quanto riguarda il risarcimento «è possibile procedere - chiarisce Asst Lariana - solo se viene riscontrata una chiara responsabilità del personale nello smarrimento della protesi. Valutata la documentazione agli atti è stato accertato che nel caso specifico non emergessero profili di responsabilità professionale imputabili ad Asst Lariana e che per questo motivo non potesse essere presa in considerazione alcuna ipotesi di risarcimento danni. E questo è stato il contenuto della risposta fornita al signore in data 24 settembre 2021».

Asst Lariana si dice felice «che il paziente abbia superato l’infezione da Covid» e dispiaciuta per l’accaduto, «ringraziamo per la segnalazione pervenuta», poiché come per tutte le segnalazioni, costituirà una occasione per ridiscutere i procedimenti assunti e apportare utili correttivi e miglioramenti.

Silvia Cattaneo
©RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA

{# #}