Tremezzina, a rischio i fondi  Secondo lotto tangenziale,  ripescato il vecchio tracciato
Como Camera di Commercio incontro del Tavolo per la Competitività e lo Sviluppo della provincia di Como con Attilio Fontana Presidente Regione Lombardia, paratie e del programma regionale di sviluppo, da sinistra Claudia Maria Terzi, Attilio Fontana Presidente della Regione Lombardia, Fabrizio Turba, il Sindaco Mario Landriscina (Foto by Andrea Butti)

Tremezzina, a rischio i fondi

Secondo lotto tangenziale,

ripescato il vecchio tracciato

Il presidente della Regione Fontana e l’assessore Terzi oggi a Como al Tavolo della competitività

Accelerare i tempi con Anas per non perdere i finanziamenti della variante stradale della Tremezzina, organizzare un incontro tra tutti i soggetti interessati per il livello minimo del lago di Como, esaminare il progetto per il secondo lotto della tangenziale di Como. Sono queste le conclusioni a cui è giunto oggi il Tavolo della competitività della provincia di Como, al quale hanno preso parte il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e l’assessore alle Infrastrutture Claudia Terzi.

Il problema più pressante è quello della variante alla statale 340 Regina: ci sono i finanziamenti a patto che Anas presenti il progetto esecutivo entro fine anno. La consegna è invece prevista più tardi, per cui l’assessore Terzi ha detto che interverrà affinchè la scadenza venga rispettata. La via alternativa è quella di intervenire a livello parlamentare per far ottenere una deroga.

Sul secondo lotto della tangenziale di Como, il presidente Fontana ha detto che la Regione sta esaminando il progetto alternativo presentato dalla Provincia, quello che prevede meno galleria e transita più a sud, da Senna e Cucciago, e che il problema rimane quello del reperimento dei fondi. “Se non ci saranno quelli del governo, occorrerà rivolgersi ai privati”

Per quanto riguarda il problema del livello del lago, in questo periodo troppo basso, con conseguenze per la navigazione e per la tenuta delle sponde, è stato annunciato un incontro al ministero che possa mettere di fronte tutti i soggetti interessati, perché il problema riguarda la produzione di energia elettrica a monte e valle del lago, i paesi rivieraschi e l’agricoltura nella pianura Padana.


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