Troppe assunzioni in Comune  «Prima bisognava tagliare le tasse»
Il Comune è la più grande azienda della città: conta oltre 800 dipendenti, a fronte di una popolazione residente di 85 mila abitanti (Foto by archivio)

Troppe assunzioni in Comune

«Prima bisognava tagliare le tasse»

Dall’Imu all’Irpef, aliquote sempre molto alte - Ma Palazzo Cernezzi sceglie di investire sul personale

Il Comune di Como ha annunciato l’intenzione di assumere, di qui ai prossimi tre mesi, 109 dipendenti per fare fronte al turnover e potenziare gli uffici. Si tratta di uno sforzo economico non da poco, visto che, dopo un blocco delle assunzioni protrattosi per alcuni anni, l’organico tornerà oltre le 800 unità e visto che già oggi l’amministrazione spende, soltanto per pagare i suoi dipendenti circa 28 milioni all’anno.

La somma - euro più, euro meno - coincide esattamente con il gettito Imu dei comaschi, i quali ogni anno versano a Palazzo Cernezzi anche 13 milioni di Tari, 300mila euro di Tasi, 9,5 milioni di Irpef che si aggiungono ai 1,2 milioni di tassa di soggiorno pagata dai turisti.

«In effetti potevano essere meglio ottimizzate le risorse già presenti - commenta Fulvio Alzaldo, consigliere comunale della minoranza Rapinese sindaco -, dando magari respiro ai cittadini e limando le aliquote invece di continuare a spremere i soliti tartassati. Il taglio delle tasse era peraltro un impegno assunto dall’amministrazione, per una città che in quanto a servizi non brilla, e basta citare l’esempio del forno crematorio. Ottocento dipendenti in Comune non sono pochi a fronte di 84mila residenti: a Cantù tutto funziona meglio con 200 dipendenti per 40mila abitanti».

Un calo delle imposte sarebbe come ovvio gradito in maniera unanime da tutti i componenti del consiglio comunale. «È un passo da fare, serve un segnale, un gesto, soprattutto nei confronti delle famiglie più deboli - aggiunge Maurizio Traglio per Svolta Civica - ancor più in un Comune ricco che non riesce a spendere quel che ha in cassa. Quanto alle assunzioni a Palazzo Cernezzi è però anche vero che molti uffici sono in difficoltà e serve far ripartire appalti e progetti. Certo, qualche partita potrebbe anche essere affidata all’esterno, per esempio la cura del verde».

Il Comune gestisce direttamente nove asili nidi oltre alle mense scolastiche, sono servizi importanti che in termini di personale hanno un pesante riscontro. «La diminuzione delle tasse è sì da affrontare - commenta Enrico Cenetiempo capogruppo di Forza Italia – ma anche il personale necessita di una iniezione, troppe scrivanie sono vuote per il blocco del turn over».

«Sì, sono assunzioni necessarie - dice Stefano Fanetti per il Partito Democratico – ma ci si augura che la gestione del personale sia migliore e che la politica non scarichi sui dipendenti e sui tecnici le proprie mancanze».

In un lustro circa i dipendenti in Comune sono passati da 900 a 700 unità, l’età media ha toccato i 55 anni. L’assessore al personale Elena Negretti ha dunque salutato le 109 assunzioni come un risultato positivo. «Sono anche io molto felice di questa “infornata” - spiega Franco Brenna, capogruppo della lista civica che sostiene il sindaco Mario Landriscina - e spero che una migliore macchina comunale crei benefici concreti per il cittadino. In termini di servizi, ma anche di spese, tasse comprese».

«Meno personale non significa meno costi – dice Bruno Magatti, capogruppo della minoranza Civitas – per la scarsezza di dipendenti gli asili non riescono ad accogliere un centinaio di bambini, diverse mense delle scuole sono state esternalizzate. Queste assunzioni servono a dare maggiori risposte ai comaschi».


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