Un diverbio in classe prima della “vendetta”
I genitori attendono l’uscita degli studenti nel cortile di Palazzo Beauharnais, sede della scuola media

Un diverbio in classe
prima della “vendetta”

La vicenda della prof di Pusiano nel mirino di una collega e di una mamma. I rapporti tra la prof arrestata e la collega si sarebbero guastati alla fine dello scorso anno scolastico

In attesa di conoscere la linea difensiva delle due amiche indagate (saranno interrogate giovedì prossimo) e le eventuali contestazioni alle ipotesi di reato che le hanno fatte finire agli arresti domiciliari, l’unica cosa davvero certa di una storia che ha sconvolto Pusiano e la sua scuola media sono le accuse mosse da carabinieri e Procura.

Ovvero gli atti persecutori e le lesioni - sottoforma di un caffè drogato - che una professoressa dell’istituto comprensivo Rosmini e la sua amica avrebbero consumato nei confronti di un’altra insegnante.

Tra i punti ancora da chiarire il più importante è quello legato al movente che avrebbe agitato gli animi della professoressa 39enne di Cantù, e della mamma, 40enne di Carugo, al punto di orchestrare - secondo l’accusa - una diabolica e pericolosa vendetta. Movente per la verità oscuro alla stessa professoressa che, lo scorso dicembre, dopo essere finita in ospedale a causa di un caffè corretto con uno psicofarmaco, si è decisa a formalizzare una denuncia davanti ai carabinieri di Erba.

Secondo quanto la parte lesa ha denunciato ai carabinieri, i dissapori con la collega sarebbero nati alcuni mesi fa, quando decise di allontanarla dall’aula durante una verifica. Lo scorso mese di settembre la professoressa avrebbe ritirato a un alunno un diario sul quale il bambino annotava pensieri e riflessioni personali. Un gesto che ha innescato una reazione a catena, con la collega e la mamma dell’alunno a decidere, secondo le accuse, di vendicarsi

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