Veleni sulle elezioni a Cantù  Manifesti strappati e affissioni “abusive”
La Lega ha denunciato il fatto che siano stati strappati vari manifesti dai tabelloni di via Vergani

Veleni sulle elezioni a Cantù

Manifesti strappati e affissioni “abusive”

La Lega denuncia danneggiamenti in tre vie Il Movimento 5 Stelle attacca gli altri schieramenti «Usano le vetrine delle sedi in maniera irregolare»

In una campagna elettorale piuttosto piatta, con l’avvicinarsi della data del voto qualche polemica pare muoversi sotto il sole. Una, sollevata dal M5S, che punta il dito contro l’uso fatto dagli altri partiti delle proprie sedi per esporre manifesti e striscioni. E l’altra arriva invece dalla Lega, che lamenta di aver visto strappare i propri manifesti affissi nei regolari spazi di propaganda.

Finora, più che per le strade, la propaganda pare essersi mossa principalmente sui sociale. A meno di due settimane dall’appuntamento alle urne, si torna alle origini. Un gesto nato con le elezioni stesse, quelle che porta gli avversari a strappare i manifesti delle altre forze politiche.

In realtà, di manifesti, in giro se ne vedono pochini, rimpiazzati dai santini digitali che corrono sugli smartphone condivisi con un clic e arrivano direttamente in tasca al potenziale elettore. Ma c’è qualche nostalgico, a quanto pare, che si diverte a rompere quelli affissi, chissà se per dissenso politico o dispetto. A lamentare il danno, il candidato sindaco del centrodestra, il vicesindaco Alice Galbiati, che tuona «La migliore risposta a questi poveretti? Vincere al primo turno».

Il segretario cittadino della Lega, Maurizo Facchini, conferma che i manifesti della Lega sono stati strappati almeno in tre punti, in via Vergani, in via Risorgimento e in via Fossano. «Sì – dice – i nostri mancano. Stasera o al massimo domani li rimetteremo». Anche l’assessore di Forza Italia Matteo Ferrari aggiunge che qualche loro manifesto per le europee ha fatto la stessa fine.

Il Movimento 5 Stelle, invece, punta il dito contro il materiale elettorale esposto nelle sedi dei partiti e che, a loro avviso non rispetta le normative relative alla propaganda a carattere fisso, che, in questa fase – a meno di 30 giorni dal voto – sono piuttosto stringenti.


© RIPRODUZIONE RISERVATA