Voto a Cantù, la rabbia del Pd  «Lavori in corso favorisce la Lega»
Un seggio elettorale a Cantù (Foto by archivio)

Voto a Cantù, la rabbia del Pd

«Lavori in corso favorisce la Lega»

I democratici esclusi un’altra volta dall’alleanza con la lista civica, che ha scelto Paolo Di Febo come candidato sindaco: «Si ripete l’errore delle scorse elezioni»

Potevano scegliere una colomba, hanno scelto un falco. Sembrava la volta buona, dopo tanti tentativi naufragati miseramente, per vedere concretizzato l’accordo tra Lavori in Corso e il centrosinistra cittadino, ma così non è stato: l’assemblea della civica, riunita domenica, si è espressa contro l’ipotesi di accordo con i partiti, e quindi con il Pd, e ha già scelto il proprio candidato sindaco nell’ex assessore ai Lavori Pubblici Paolo Di Febo.

Il dialogo si apre solo con altre liste civiche. Neppure la crescita esponenziale di consenso registrata dalla Lega dalle politiche a oggi, insomma, è bastata per convincere i membri di Lavori in Corso a rinunciare alla propria rivendicata purezza civica in nome della creazione di un fronte comune che possa avere maggiori possibilità di riuscita nei confronti di un centrodestra più che mai favorito la prossima primavera.

Non è la prima volta che accade. Anzi, stavolta è stato anche meno traumatico rispetto al passato. Lavori in Corso, finora, ha sempre contato sul voto, ottenuto senza alcuna contropartita politica, quantomeno di una parte degli elettori di centrosinistra, che, al ballottaggio, hanno poi optato per il loro candidato sindaco in chiave anticentrodestra, spingendo Claudio Bizzozero e Francesco Pavesi. Ma chissà se questa volta ci si arriverà, al ballottaggio. E se gli elettori vorranno regalare per l’ennesima volta i propri voti.

La riunione

«Domani sera (questa sera per chi legge) ci riuniremo nel direttivo – dice il segretario cittadino del Pd Roberto Bianchi – e quindi mercoledì esplicheremo in modo chiaro e ufficiale quale sarà la nostra posizione e la strategia che adotteremo, vista la situazione che si è creata».

E aggiunge: «Chiaramente si sperava in un esito diverso, e auspicavamo la creazione di una coalizione che comprendesse più soggetti e quindi un fronte molto più ampio, che superasse le divergenze degli anni passati, ma loro hanno scelto di dialogare solo con le civiche. Ne prendiamo atto. Come abbiamo già detto, abbiamo avuto contatti e tracciato soluzioni diverse, ora dobbiamo solo concretizzare queste idee». Il “piano b” era già in cantiere, insomma.

«Rimaniamo sempre convinti – prosegue – che aprire un fronte ampio sia l’unico modo per dare una risposta concreta alla città, visto che la Lega ha una spinta nazionale che la favorisce. Sicuramente un’alleanza sarebbe stata più interessante e più efficace. Cercheremo altri modi per ampliare questo fronte».

Anche più decise le parole di Filippo Di Gregorio, capogruppo dem: «Per l’ennesima volta decidono di correre da soli, con un atteggiamento altero. La cosa grave è che spaccano il fronte che ha fatto opposizione. Mentre la destra sembra sfaldarsi, noi avremmo dovuto dare un segnale di unità, ma Lavori in Corso preferisce celebrare un passato che è ormai cambiato». Si riparte da qui, anche se non sarà facile. Rivendicando il proprio ruolo: « Noi siamo la vera alternativa al centrodestra, in consiglio abbiamo sempre votato contro».


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