Lunedì 01 Marzo 2010

La Fiorentina e gli scivoloni degli arbitri


Indubbiamente la Fiorentina è stata danneggiata dagli arbitraggi, in particolare a Monaco contro il Bayern e contro il Milan nel recupero del 24 febbraio. Diego Della Valle ha affermato che forse qualcuno non vuole che i viola in Campionato arrivino tra le prime quattro per qualificarsi in Champions League. A me sinceramente questa sembra un'assurdità, perché non credo proprio che il cosiddetto Palazzo ce l'abbia con la squadra di Firenze! L'errore dell'assistente dell'arbitro Ovrebo a Monaco e' stato grave perché molto evidente, meno grave quello di Rosetti a Firenze, anche se il fallo di Thiago Silva su Montolivo c'era. A mio parere sono errori commessi in assoluta buona fede. E poi, non dimentichiamoci di una cosa: la Fiorentina non molti anni fa era in serie C, e per un motivo quantomeno bizzarro, cioe' " per meriti sportivi", e' stata ripescata in serie B.

Francesco Quaranta

Onestamente bisogna riconoscere a Della Valle di non aver mai strepitato come certi suoi colleghi quando la Fiorentina ha subito torti. E ne ha subiti. Direi di più: ha introdotto nel calcio italiano una piccola, ma importante dose di stile. Lo stile da noi è qualcosa di poco conosciuto. Lo stile è quello dell'allenatore del Milan, Leonardo, che senza inutili giri di parole ammette che quel rigore, nella partita di mercoledì scorso a Firenze, c'era. L'arbitro non ha visto. Oppure ha visto e ha giudicato male. In ogni caso ha sbagliato. La malasorte vuole che la Fiorentina stia vivendo un periodo di particolare jella, non gliene va bene una, e non ce n'è una che non le vada bene per colpa d'altri che non siano gli arbitri. Ma tutto questo non significa che a monte esista un complotto. Lo stile non è quello dell'allenatore dell'Inter, Mourinho, che batte il Chelsea anche grazie a due evidenti rigori negati agl'inglesi e trova il modo di lagnarsi del rigore non concesso a Firenze, facendo intendere che il complotto contro il club nerazzurro esiste. Non si sa bene orchestrato da quali rei e non c'è traccia di prova, ma chi se ne importa: di sospetto in sospetto, di accusa in accusa, di lamento in lamento si riesce quantomeno ad ottenere l'obiettivo di condizionare le future direzioni arbitrali. Ha dichiarato Ancelotti nella notte della sconfitta milanese, sollecitato a commentare i penalty rifiutati alla sua squadra: da quando sono in Inghilterra non riesco più ad appassionarmi a questi dettagli. Noi invece non riusciamo a farne a meno: ci piace vivere all'ingrosso. Ci piace vivere dozzinalmente.

Max Lodi

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