Giovedì 04 Marzo 2010

Bavaglio Rai sulle notizie che fanno paura


Mi domando questo: il centrodestra, soprattutto per bocca del presidente del Consiglio, ha spesso contestato la legge sulla par condicio chiedendo un dibattito più libero sui media nazionali. Poi il centrodestra con i suoi consiglieri fa approvare dal consiglio d'amministrazione della Rai un provvedimento che chiude alla politica tutte le trasmissioni d'approfondimento, cioè la sede più adatta per discutere ed esporre le proprie idee. Con spazi naturalmente suddivisi in maniera equa tra i rappresentanti dei diversi partiti, ma con la possibilità di parlare in maniera più ampia e sciolta rispetto alle tribune elettorali. Mi domando tutto questo e non so darmi una risposta.

Paolo di Benedetto


Chissà se la risposta la soddisferà. Perché non è la sola a poter essere data. La risposta è che la Rai risulta sempre di più prigioniera dei partiti, e nel caso specifico dei partiti dell'attuale maggioranza di governo, i soli che hanno deciso di chiudere trasmissioni come Annozero, Ballarò, Porta a Porta. La Rai è sempre di meno un'azienda che fa servizio pubblico, cultura e informazione perché servizio pubblico, cultura e informazione imporrebbero (impongono) di mettere a confronto in una campagna elettorale i partiti e i candidati in gara affidandosi alla competenza professionale dei giornalisti. O i giornalisti della Rai sono degl'incapaci, e allora che cosa si aspetta a cambiarli? Oppure ai giornalisti della Rai vien messo il bavaglio, e allora che cosa distingue la Rai da un qualunque Minculpop? Io non credo affatto che i giornalisti - gran parte dei giornalisti - della Rai siano degl'incapaci. Credo invece che si sia voluto impedirgli d'incalzare i politici, con domande non addomesticate, sui temi della sanità, dell'ordine pubblico, dell'istruzione, della giustizia, dei trasporti, delle questioni etiche: di tutto quanto, insomma, sta veramente a cuore ai telespettatori. Cioè agli elettori. Comprese, naturalmente, le vicende più scottanti dell'attualità: le inchieste sulla corruzione, i contenuti delle intercettazioni telefoniche, le lacerazioni nel centrodestra. Troppa carne che sarebbe stata messa al fuoco, troppe carni che rischiavano d'uscire bruciate dalle fiamme. Meglio il silenzio, meglio le fiction, meglio ignorare e sopire, rimuovere e narcotizzare. Meglio evitare agl'italiani d'informarsi, avere delle opinioni, effettuare delle scelte con molti più elementi di giudizio di quelli che gli saranno dati. Meglio mantenere il Paese nell'arretratezza civile, etica, politica: agli occhi d'alcuni, rimane il modo più efficace d'andare avanti.

Max Lodi

© riproduzione riservata

Tags