Lunedì 12 Aprile 2010

Fini, la Lega e le smanie di Berlusconi


Sembra proprio che non sia servita la lezione venuta dal voto alle regionali. Un terzo degli elettori non vota, fatto non fisiologico per l'Italia; i Partiti che raccolgono voti di protesta si ingrossano, ma una parte del Governo, Berlusconi in testa, procede per la sua strada come se non fosse successo nulla. 
Un governo sensibile al disagio emerso con il voto avrebbe messo al centro i problemi del lavoro, la disoccupazione, lo sviluppo che non riprende (il PIL cala di oltre il 5%) i redditi in discesa, la domanda interna in picchiata, una politica industriale di cui nessuno si occupa, una riforma fiscale finora soltanto promessa.
Invece no, per il nostro Governo le priorità degli italiani sono due, la riforma della giustizia e quella costituzionale, cioè trasformare la Repubblica da parlamentare a presidenziale. E già, gli italiani, oggi piu' poveri di ieri, tutto sopportano fuorché vivere in una Repubblica parlamentare !
Qualcuno potrà obiettare che, in fondo, uno Stato presidenziale può servire, se non altro perché realizzerebbe piu' rapidamente le decisioni del Premier.
 Ma l'Italia di oggi ha davvero bisogno di questo? Non è lo stesso Berlusconi a dire che il suo Governo ha fatto di più in due anni di ogni altro, da Cavour a oggi? E allora perché mai occorre una riforma costituzionale per conseguire un risultato già raggiunto ?
La risposta sta, come sempre, nelle cose che non si dicono, non in quelle che si affermano. Ed è che Berlusconi ha deciso di andare, nel 2013, al Quirinale, ma come il Presidente di una Repubblica trasformata secondo il modello francese, un Presidente che nomina e revoca il presidente del consiglio e i ministri.
Lui non vuole governare meglio, vuole governare da solo, senza la Magistratura tra le balle ma anche senza i Partiti. Niente piu mediazioni, niente alleanze,  né ricerca del consenso. Si sente da lontano un gran puzzo di Putin.
Ci riuscirà ? Forse no, perché Gianfranco Fini gli sbarra la strada, spiegando giustamente che non si può prendere dal modello francese solo la parte che interessa a Berlusconi e non quella che tutela le Istituzioni.
Ma ancor più gliela potrà sbarrare la Lega, il solo Partito, fin ora, ad aver capito il messaggio che gli italiani hanno dato con il voto, e che si appresta a giocare il ruolo di protagonista, non piu' di comprimario, che il successo elettorale le ha assegnato.

Roberto Cattaneo
Como

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