Domenica 30 Maggio 2010

Le magliette dei giovani e il tricolore


Dopo aver partecipato sabato l'altro al sit-in davanti al municipio di Malnate in difesa del tricolore , sono rimasto colpito dalla intelligante fantasia dei giovani malnatesi che hanno presenziato al consiglio comunale indossando magliette con i nomi dei padri della nostra repubblica. Era il consiglio comunale che prendeva atto delle dimissioni dell'assessore leghista diventata famosa per la carta igienica. A proposito dei padri della patria io stesso ogni anno mi reco a Stella sulla tomba di Sandro Pertini  per rendere omaggio ad un partigiano, un padre della repubblica, un presidente integerrimo, un esempio per coloro che tengono la schiena dritta (altri rendono omaggio alla tomba del latitante di Hammamet condannato per tangenti). Mi sia consentito di ringraziare i giovani di Malnate che , col loro esempio, hanno ricordato i grandi uomini che hanno fatto grande l'Italia, tenendo ben alto il tricolore.

Andrea Bagaglio


Meno male che sì, che ci sono giovani per i quali il tricolore continua a significare qualcosa anche se non è lo striscione esibito durante le partite della nazionale di calcio. Meno male che il significato e la valenza del tricolore sono stati riconosciuti anche dal Consiglio comunale di Malnate, d'accordo nel condannare il giudizio spregiativo che ne aveva dato su Facebook l'assessore Mingardi. Meno male che la vicenda del tricolore si segnala anche per un aspetto importante: la rivendicazione dell'autonomia delle istituzioni sui partiti. Il sindaco Damiani non ci sta a inchinarsi al dettato della segreteria provinciale della Lega. Considera irrevocabile l'addio dell'assessore, nonostante la sua imbarazzante retromarcia, ed è pronto a giocarsi la legislatura su questa decisione. Non ne vale la pena, visto ciò che la maggioranza nel suo insieme ha programmanto e sta eseguendo e visto il baratro, cioè la crisi, in cui si cadrebbe se l'amministrazione cessasse d'essere tale? Forse non ne vale la pena, sotto il profilo pragmatico. Forse però ne vale, sotto il profilo etico e ideale, civico e perfino politico. Perché la politica è finalizzata al bene collettivo, e il bene collettivo si fonda su interessi che vanno oltre (ben olte) quelli di fazione. Osservato dal di fuori, il problema della giunta malnatese appariva facilmente risolvibile: bastava sostituire l'assessore che aveva commesso un errore non consentito a chi riveste quella carica. E che s'era reso conto dell'impossibilità di tornare indietro dopo essersi spinto così avanti. Ma era una via d'uscita troppo semplice per i frequentatori delle complicate strade partitiche.

Max Lodi

p.marengo

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