Martedì 01 Giugno 2010

I sacrifici e quei privilegi dei nostri politici


Gli italiani debbono sempre fare dei sacrifici, quando i nostri politici vogliono raggranellare soldi si attaccano sempre a: pensioni, stipendi, i più sicuri. Poi leggo che il parco "auto blu" ammonta ad oltre 600mila unità contro le 70mila unità degli Stati Uniti. Il mantenimento di tutte queste auto blu supera i  21 miliardi di euro l'anno: praticamente una finanziaria. Se poi aggiungiamo i loro ricchi stipendi e tutti i benefici di cui godono, comprese le super pensioni di anzianità e vecchiaia, arriviamo a cifre annuali esorbitanti, pari a tre finanziarie. Come la mettiamo... noi siamo sempre i più fessi?

Roberto Mangoni

Credo che lei, caro amico, non abbia dubbi su che cosa rispondere. Che nessuno li abbia. E' ridicolo, non solo vergognoso, che i politici si taglino i propri costi del cinque o del dieci per cento. Se li dovrebbero tagliare del cinquanta o forse anche in misura maggiore, visto che incassano cifre spropositate rispetto a quelle dei loro omologhi nel resto del mondo. Non parliamo poi della sovrabbondanza di rappresentanti istituzionali, di assemblee a vario titolo delegate a far qualcosa che magari già altre fanno, di enti inutili e perfino dannosi, di dirigenti amministrativi e burocrati dagli stipendi (e dalle pensioni) d'oro. Si dice: la riduzione di questi costi è solo un granello, da ben altro sono costituiti gli sprechi. Eppure circola la diffusa convinzione che se eliminassimo tale granello soffocheremmo di meno sotto la sabbia del debito pubblico. Ma parlare di rigore, in questo Paese, costituisce un peccato mortale. Il primo a saperlo è il premier che, dopo aver varato la manovra di correzione dei conti dello Stato, ha subito inserito la retromarcia con un vario dichiarazionismo di segno contrario. E cioè: siamo costretti a imporvi qualche sacrificio non per colpa nostra, ma perché ci obbligano gli altri. Stiamo vedendo d'attenuarlo, questo sacrificio, e comunque durerà poco. Se ci troviamo infine nelle more dei disagi, la colpa è soprattutto di chi ci ha preceduto nel governare. Parole così poco convincenti che persino gl'industriali, durante le loro assise, hanno espresso scetticismo e freddezza. Gl'industriali –e con loro quanti fanno uso del buon senso- avrebbero voluto una manovra ben più incisiva e soprattutto avrebbero voluto, e vorrebbero, incisive riforme. Ma non le avranno e non le avremo. Perché da noi ogni passo avanti ne causa due indietro.

Max Lodi

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