Mercoledì 28 Luglio 2010

Buone notizie per riscattarci dalla politica


Caro direttore,
vista la quantità abbondante di pessime notizie, che ogni giorno piombano da ogni lato, le inoltro una richiesta e le fornisco uno stimolo:
Perché non dedicare un piccolo spazio del nostro giornale alle belle notizie ?
Mi rendo conto di non inventare assolutamente niente di nuovo, ma credo ugualmente di rappresentare un sentimento piuttosto diffuso; mio padre diceva spesso «Ci vorrebbe un giornale di sole buone notizie…».
Mi risulta anche che un'ottima persona e grande giornalista come candido Cannavò aveva questo progetto o desiderio.
Ci regali una boccata d'ossigeno quotidiana e ci dia anche lei qualche motivo in più per continuare a sorridere e sperare… , nonostante l'operato dei nostri amministratori.
Con stima.

Roberto Salvadero


Gentile Roberto,
 grazie per la sollecitazione. Le garantisco che l'idea è dibattuta in redazione da parecchio tempo. E che non c'è direttore che nella sua vita non abbia fatto disegnare al grafico una pagina di buone notizie, proponendosi di riempirla ogni giorno per proporla ai lettori. Di solito, verso la tarda mattinata, momento nel quale i neuroni del giornalista cominciano a riemergere dal torpore notturno, il programma in redazione è un cesto fiorito di buone notizie. Ma già nel primo pomeriggio litigi del governo, sciocchezze delle amministrazioni locali, rapine, spari, incidenti e polemiche corrompono con il loro incalzare quel meraviglioso bouquet.
Impossibile sottrarsi al ritmo della cronaca, anche se noi de "La Provincia" cerchiamo di difendere con tutte le nostre forze il bene che affiora. Associazioni dal cuore grande, club di servizio sempre pronti a mettersi in gioco nel sociale, una vitalità indubbia e vincente che il nostro giornale prova a mettere in luce. Raccontare le eccellenze del nostro territorio fa parte della missione professionale dei nostri giornalisti, e mi pare che il compito sia svolto egregiamente.
Lei ha ragione, bisogna fare di più. Bisogna invogliare anche la politica a pensare positivo e a rimettersi in cammino. Ma questo ultimo passo è il più difficile, perchè spesso il politico è sordo, più che a ciò che è bene pensa a ciò che è utile (a se stesso e al proprio tenore di vita). Buone notizie, ci proveremo. Con una certezza che continua ad essere un monito diffusionale: ai funerali, di solito, partecipano molte più persone che ai battesimi.

 Giorgio Gandola

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