Lunedì 09 Agosto 2010

Affitti, a pagare sono sempre i soliti noti


Caro direttore,
che le "testine sante" partorissero di notte gli "aborti" al posto delle "buone leggi" è risaputo, ma la sfacciata iniquità dell'ultima nata, cioè la cedolare secca del 25% prima, successivamente portata al 20% delle tasse dovute dai proprietari di case che affittano è inaccettabile.
E questo è il governo Berlusconi? L'imprenditore sceso in politica e che avrebbe dovuto «riformare il Paese» e «non mettere le mani nelle tasche degli italiani»? Complimenti! Facciamo un esempio. Un padrone di casa che affitta un suo appartamento (e quanti altri?) a 8.400 euro all'anno non pagherà più 3.400 euro di tasse ma gli verranno diminuite a 1.680 euro. Nessuno, però, parla del povero inquilino il quale non solo continuerà, sottomesso e puntuale, ad onorare affitti e spese ma al quale non si abbuona nulla, neppure la possibilità di detrarre almeno le spese dal 730.
L'iter tra richiesta e offerta diventa un'impresa ardua tra proprietario e inquilino.
L'avidità dell'uno supera la disponibilità dell'altro e scatta così, in questo modo, la temuta speculazione e lo dimostra l'enorme numero di «case sfitte» che giacciono sul territorio soprattutto in assenza di "buone leggi" che stabiliscano costi equi per l'uno e per l'altro.
Dov'è il ministero della casa?
Dove sono i sindacati? Altro che sperare di debellare gli evasori e gli affitti in nero!
Essendo note, peraltro, nella categoria degli inquilini, le due fasce più deboli: i giovani, che non possono permettersi affitti inaccessibili o eventuali acquisti di casa non avendo un lavoro e gli anziani pensionati che, avendo contribuito con il loro lavoro a formare il "tesoretto" dei proprietari, hanno dissolto il proprio.
 In fondo Berlusconi dice bene: «Io non metto le mani nelle tasche degli italiani»... Infatti sono gli italiani i più sfigati, che mettono i soldi nelle tasche dei ricchi.

Silvana Maggio Orsini

(p.m.) Non è certo una novità. Anche questa volta si è persa un'occasione pèr far emergere l'immenso sommerso, che si finge di combattere inasprendo le sanzioni. In realtà in questo Paese le leggi sono ormai ridotte a grida manzoniane: ce ne sono troppe, nessuno più le osserva e la percentuale di chi viene colto con le mani nella marmellata è talmente esigua che  evadere ha comunque la sua convenienza. Tanto poi, male che vada, arriverà un condono. Ora si dice che il fisco stia preparando una nuova  strategia d'autunno legata al redditometro. Staremo a vedere.

p.marengo

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