Giovedì 19 Agosto 2010

Miserie morali di una politica senza più dignità

Nei momenti difficili e complicati della vita politica, compaiono spesso personaggi improbabili. Così, dopo la rottura fra Berlusconi e Fini (meglio sarebbe dire cacciata di quest'ultimo dal Pdl), è comparso sulla scena l'on. Stracquadanio Giorgio Clelio, berlusconiano di ferro. Non si conosce la funzione che ha alla corte del Cavaliere: potrebbe essere, secondo il linguaggio del Porta, un suo "cammerlacay" (kammer lacchè) o un cubicularius intimus, secondo il linguaggio vaticano, cioè un cameriere-confidente.
Alle trasmissioni arriva in ritardo, per far pensare che ha molti impegni. Sembra l'omino di burro della favola di Pinocchio, quello che accompagna i ragazzacci al Paese dei Balocchi: parla e ballonzola, ballonzola e parla! Il suo teorema, dopo lo scisma del Pdl, è stato il seguente: con una tattica martellante occorre, in Parlamento, mettere Fini alle corde perché si dimetta da Presidente della Camera e, se non basta, bisogna ricorrere alla cura "Boffo": cioè stroncarlo con una serie di accuse, vere, false, verosimili, sulla stampa amica.
E così è stato: è saltato fuori, infatti, lo scandaletto dell'appartamento di proprietà di An a Montecarlo, ora venduto a non si sa chi, ma utilizzato dal fratello della signora Tulliani, compagna di Fini. E lì ... pagine di rivelazioni da parte di amici, ex amici e nemici e l'intervento della procura di Roma. Un affare ingarbugliato, che non giova certo al Presidente della Camera. A guardar bene c'è da esclamare: che miseria! Un tempo anche gli scandali avevano una loro serietà (se è lecito parlare di serietà riferita a porcherie); ora si tratta di affari di denaro, di favori, complicati da questioni di sesso, di cose, cioè, da borghesucci o, come direbbe il Carducci, degne di un "merciaiol popolaruccio".
In epoche passate, i principi di sangue reale combinavano matrimoni o li rompevano, per allargare i loro possedimenti; per annettere le Fiandre, piuttosto che l'Alsazia o i Paesi Baschi. Era il tempo dell' "Austria felix nube!". Oggi si parla di appartamenti regalati all'insaputa di Scaiola o di quattro stanze più un cesso a Montecarlo per la famiglia della Tulliani, affamata di soldi, dice il suo ex compagno Gaucci. Si parla di escort, di regali di gioielli di "papi", cioè di papà Berlusconi, per ragazze disinvolte raccolte nelle balere.
Non c'è più dignità. Si cerca di salvarla cambiando il vocabolario: oggi non ci sono più le concubine, ma le amiche o fidanzate. Non ci sono più le meretrici, le cortigiane, ma le escort o accompagnatrici. E non proseguiamo oltre. Ma cosa volete che interessi alla gente questo mondo di miserie morali, di assenza di cultura e di buona creanza!

Luciano Forni

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