Mercoledì 10 Novembre 2010

Ne usciremmo se Berlusconi fosse Berlusconi


Qualcuno mi spiega come mai Fini ha condiviso tutto e per molti anni del berlusconismo e poi ha improvvisamente scoperto che non gli andava bene più niente? Ad ascoltare il discorso di Perugia, pare che Berlusconi non abbia fatto altro che sbagliare. E tuttavia Fini, suo stretto alleato, ha continuato a sbagliare anche lui. Di autocritica, però, nessuna traccia. Infine, mi è difficile capire come si concluderà la vicenda: con un nuovo governo di centrodestra, con un governo d'emergenza fatto da destra e sinistra, con le elezioni anticipate?

Paolo di Benedetto

Se Berlusconi fosse ancora Berlusconi (e magari, probabilmente, chissà, lo è ancora per davvero) prenderebbe secondo realismo l'unica decisione realistica da prendere: disarcionerebbe se stesso per non disarcionare il suo mito. Perché, volenti o nolenti, Berlusconi è stato e continua ad essere un mito: positivo per alcuni, negativo per altri. Berlusconi, insomma, porrebbe egli stesso fine al berlusconismo, non concedendo il privilegio né a Fini né a Casini né a Bersani. Tantomeno a Bossi, casomai a Bossi venisse in meno di fare ciò che in tanti dicono e non osano: staccare la spina al governo. Berlusconi chiuderebbe da perdente di successo il suo formidabile ciclo se accettasse di approvare la riedizione d'un governo di centrodestra da altri presieduto e però da lui non osteggiato. Chi potrebbe permettersi di dirgli di no? Chi oserebbe contrastare tanto buonsenso? Chi gli negherebbe, almeno in tale circostanza, di possedere il senso dello Stato di cui lo si è frequentemente accusato d'essere sprovvisto? E, infine, chi potrebbe obiettare alla bontà di questa momentanea risoluzione del caos politico, in attesa di trovarne di migliori e definitive? Se Berlusconi fosse ancora Berlusconi non gli difetterebbe il pragmatismo di Berlusconi. Allargherebbe la maggioranza, stringerebbe il programma su pochi punti, accetterebbe perfino e soprattutto la modifica della legge elettorale. L'Udc sembra pronta a seguirlo su un simile percorso. Fini lo dovrebbe doverosamente seguire, viste le dichiarazioni di Perugia. La Lega non si sottrarrebbe a una scelta (forse l'unica scelta) che le può garantire il completamento dell'iter del federalismo e che magari premierebbe come leader il suo agente all'Avana, Giulio Tremonti. Credo però che difficilmente Berlusconi farà ancora il Berlusconi, che il risentirsi avrà la meglio sul riascoltarsi, che la voglia di rivalsa oscurerà il raziocinio di strategia. E perciò andremo (quasi sicuramente andremo) a votare. Anche se ci andremo (quasi sicuramente ci andremo) in pochi.

Max Lodi

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