Mercoledì 01 Dicembre 2010

Italia bipolare ed elezioni senza porcata

Quasi di sicuro torneremo a votare in primavera. Vista la situazione di paralisi del Governo è il male minore. Il problema è: torniamo a votare con questa legge elettorale? Che questa legge sia una porcata l'hanno detto migliaia di commentatori, a partire dal suo estensore Calderoli. È una porcata perché non c'entra nulla con la democrazia e con l'esigenza di governabilità, dal momento che assegna a una coalizione che raggiunge anche solo il 35% dei voti il 55% degli eletti, quindi trasforma una minoranza in una maggioranza.
Ma lo è anche perché rende i parlamentari eletti subalterni al capo del partito. Perché sono scelti da lui e non dagli elettori, e quindi gli eletti non si assumono responsabilità personali nei confronti degli elettori, come invece sta scritto nella Costituzione. Berlusconi come può dire dei deputati del Pdl che passano con Fini che tradiscono il mandato degli elettori? È falso perché quei singoli parlamentari non hanno ricevuto alcun mandato dal corpo elettorale, quindi al massimo tradiscono Berlusconi. Oltretutto, il Cavaliere contraddice se stesso quando poi chiede al partito di Casini il sostegno al suo governo.
Quindi, per diventare un Paese civile è necessaria una nuova legge elettorale prima del voto. La domanda è: quale? Politici e giornalisti discutono di formule, proporzionale corretto e non, maggioritario a turno unico o doppio. Ma prima che sulle formule occorre discutere su quale modello istituzionale per l'Italia.
L'Italia attualmente non ha un sistema politico bipartitico, come Germania, Gran Bretagna e Usa ma ha solo un sistema bipolare. Il che significa che può succedere, ed è successo, che uno dei due poli, o entrambi, sia costituito da una moltitudine di partiti che stanno insieme solo per la durata della campagna elettorale. Ma questo non c'entra nulla con il bipartitismo che funziona negli altri Stati.
In Italia è stato artificiosamente creato un sistema bipolare soltanto per la presenza di un uomo politico come Berlusconi.
Ma se questo è vero diventa inevitabile che con la fine del berlusconismo cessino le condizioni che giustificano un sistema bipolare. Intendiamoci, Lui non è ancora finito, però si può quantomeno dire che siamo all'autunno di Berlusconi. E tra poco saremo al post-Berlusconi, e il quadro politico sarà così frantumato che non vi sarà spazio per il bipolarismo. Cerchiamo allora di cambiare questa indegna legge elettorale con una che sia adeguata al futuro.

Roberto Cattaneo

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