Martedì 07 Dicembre 2010

Per cambiare è necessario non sgovernare

Con l'ultima ammucchiata Rutelli, Fini, Casini eccetera ecco riapparire il pericolo del “ribaltone”, con un insieme di uomini politici votati in misura non sufficiente che all'improvviso, e senza elezioni, entrerebbero nella stanza dei bottoni per sostituire i regolarmente eletti. Va bene che l'on. De Gasperi aveva paura che riapparisse un “nuovo Mussolini”, ma concepire e autorizzare che parlamentari di destra possano entrare ufficialmente in combutta con quelli di sinistra (come poi previsto dalla nostra Costituzione ) non si verifica neanche nei conciliaboli cialtroni dei bassifondi dove i balordi si riuniscono per decidere il furto di copertoni oppure l'assalto ad una villa isolata di ricconi.

Vittorio Binda


Cominciamo col dire che se ribaltone si verificherà, si tratterà innanzitutto d'un autoribaltone, perché sarà il centrodestra a ribaltarsi e non il centrosinistra a ribaltarlo. Il centrosinistra sono anni che si ribalta da solo, ed è così dedito a questo ribaltarsi, e così sazio, che non ha né il tempo né la voglia né la capacità di pensare a ribaltare altri. Il centrodestra s'autoribalterà (a dire il vero s'è già autoribaltato con la scisssione del Fli) perché, come ha dimostrato dal '94 in poi, sa vincere le elezioni e però non sa governare. Conquista larghe maggioranze, poi s'infila nelle strette di divisioni, litigi, risse e quant'altro. Che è la stessa cosa che, dal '96, fa il centrosinistra. E la gente ne è così stufa, del centrodestra e del centrosinstra, che perfino il fresco rapporto del Censis prende atto della sua insofferenza. E racconta d'un Paese afflitto, inquieto, pessimista. Un Paese che paga le colpe della mediocre classe dirigente, che non le crede più, che non riesce a guardare avanti con passione. Un Paese incapace (tragicamente incapace) di sognare. E chi se non la buona politica, progettando in grande e con fiducia nelle possibilità proprie e nel sostegno di quelli che le concedono il consenso, è in grado di far sognare un Paese? In questi anni l'Italia non ha ottenuto le riforme che invocava, non ha risolto i problemi (almeno alcuni dei problemi) in antica lista d'attesa, non ha potuto mettersi al passo con le avanguardie mondiali, come le imponeva la crisi economica che stava punendo le retroguardie. Questo è lo scenario reale. E non è pensabile di modificarlo insistendo sul penoso tirare a campare del centrodestra. Nulla di peggio d'un tale sgovernare è immaginabile. E allora è meglio non scartare qualunque possibilità di porvi rimedio. Nell'interesse di tutti, non d'una sola parte.

Max Lodi

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