Mercoledì 12 Gennaio 2011

L'America è un modello anche per noi?

Parliamo tanto della violenza verbale che si aggiunge alla volgarità del nostro dibattito politico, e facciamo esempi di civiltà provenienti da altri Paese. Però succede la sparatoria nel cuore del più grande paese democratico, gli Stati Uniti d'America, e allora ci domandiamo se davvero è il caso di seguire l'esempio così frequentemente indicato. L'America è un modello per tante cose, ma non per tutte. Se fosse accaduto in Italia quello che è successo là, saremmo qui a dar luogo a furiose polemiche. Invece là hanno assorbito si direbbe senza esasperazioni quanto è successo.

Paolo di Benedetto

L'America resta un modello di grande democrazia. Resta una civiltà diversa dalla nostra. Resta un mondo che, come tutti i mondi, lo si comprende assai meglio da dentro che non da fuori. L'America è un Paese dove la politica si consuma tra polemiche perfino più roventi delle nostre, ma che poi riesce a trovare una sintesi dopo le contrapposizioni. E un presidente che vince per una manciata di voti sul rivale, può governare senza che il rivale a ogni istante gridi alla soperchieria se non al  complotto. L'America ha il senso dello Stato e della nazione, noi non ce li abbiamo. L'America non ha il senso del limite, noi qualche volta sì. Gli spari contro la Gliffords e gli altri democratici non si possono definire una sorpresa. Sia pure metaforicamente, la Palin e altri repubblicani li avevano auspicati, addirittura pubblicizzando una lista di proscrizione di avversari che meritavamo d'essere puniti. E perfino indicando una mappa con i luoghi dove rintracciarli. Usare le metafore, in politica, è sempre pericoloso. Figuriamoci in un Paese dove il maneggiamento delle armi è più frequente che altrove. La Gliffords sapeva d'essere un obiettivo, di recente le avevano tirato un mattone dentro la casa, altri suoi colleghi avevano dovuto chiamare i pompieri per spegnere incendi nelle loro abitazioni o nei loro uffici. Il giorno dell'attentato, la Palin e quelli che la pensano come la Palin han preso le distanze dagli autori del crimine e hanno offerto le loro preghiere. Come se fosse normale e civile comportarsi così. E invece non lo è. Invece l'America si dovrebbe vergognare di questi suoi comportamenti, di questa sua mentalità, infine e soprattutto di questa sua singolare idea del sacro. L'America conserva un retaggio di barbarie che nessun progresso e nessuna modernità sono ancora riusciti a eliminare. L'America dovrebbe pregare per i danni provocati da quest'arretratezza, prima che per le vittime di cui è quest'arretratezza è la causa.

Max Lodi

© riproduzione riservata

Tags