Domenica 20 Febbraio 2011

Un sistema paralizzato: come uscirne?

Capendo poco o nulla di politica, ho comunque, nella mia ignoranza, capito qualcosa.
1- Esiste una maggioranza politica torbida, che da due anni pastoia il Paese varando leggi inutili per la stragrande maggioranza dei cittadini, la stessa ha eretto un muro a protezione di un leader che, grazie alle vicende a luci rosse, è diventato lo zimbello su tutte le grandi testate giornalistiche mondiali.
2 - Esiste un'opposizione che continua a chiederne le dimissioni, ma non fa nulla  per coalizzarsi ad   alternativa valida per sbloccare la grave crisi e risollevare così  le sorti del Paese, affinché possa diventare ancora competitivo economicamente, e gli italiani tirare un respiro di sollievo e un po' meno la cinghia.
3 - Ci sarà una via d'uscita?

Roberto Mangoni


Forse il male minore (non la soluzione ottimale) sarebbe d'andare a votare. Ma forse nessuno ci vuole veramente andare. Berlusconi perché teme di cedere troppo alla Lega, la Lega perché pensa di guadagnare oggi meno di quanto immaginasse di guadagnare ieri, Fini perché teme una brutta fine. Non parliamo poi dell'opposizione, che non sa come opporsi alla maggioranza uscente. Non sa che alleanze stringere, quale leader scegliere. Un giorno il Casini, il Bersani, il Di Pietro (perfino il Vendola) di turno inneggiano alla Grosse Koalition, il giorno si smentiscono e la smentiscono. Fini fa lo stesso: uno sciabordio di qui, uno di là, salvo rendersi conto che l'onda popolare non va nella direzione di tali ondeggiamenti. Il problema, caro amico, non è capire la politica. Il problema è che la politica sembra non capire più se stessa, e naturalmente i suoi referenti: i cittadini. La politica crede di poter mischiare a suo piacimento le carte senza che venga scoperto il gioco (il cattivo gioco) di cui immagina di dare astuta prova. E invece non è così: tutti vedono le carte, e i bluff che stanno dietro alle carte. Torniamo alle elezioni: che cosa deve succedere perché si tengano? Una sola cosa: che la Lega tolga la spina a Berlusconi. Ma la Lega per ora non intende togliergliela. Anche nella Lega gl'insofferenti al deteriorarsi del berlusconismo non sono pochi, ma pensano che la soluzione migliore -nell'eventualità d'un premier che si faccia da parte o venga costretto a farsi da parte- sia di proseguire la legislatura con un altro presidente del Consiglio. Tremonti, per esempio. O Maroni, meglio ancora. Anche Fini preferirebbe Maroni a Tremonti.

Max Lodi

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