Mercoledì 09 Marzo 2011

Ma la giustizia è da riformare come il Paese

Ho sognato una giustizia tanto attiva e perspicace nel perseguire i reati di peculato, concussione e prostituzione in luogo privato, usare lo stesso veloce metodo contro spacciatori, terroristi, sequestratori, assassini, sfruttatori, usurai devastatori delle città e frequentatrici dei centri sociali, che non sono come le dame “minorenni” della San Vincenzo, poi mi sono svegliato e ho finalmente capito perché tanti criminali dopo anni d'onorato servizio sono ancora a piede libero, mentre chi non ha mai ammazzato nessuno e neppure violentato rischia seriamente la galera.
Se non riesci a incastrare colui che a farti fuori non ci pensa due volte, come potrebbe essere il brigatista, allora ti “devi” accontentare, mica poi tanto, di una preda più comoda e a portata del buco della serratura, ad esempio il festaiolo di Arcore.
Ho sognato pure una giustizia “quasi” giusta e bipartisan, con Vendola che “non poteva non sapere” come avvenuto con Craxi, linciato per accontentare la piazza di mani “pulite” e salvaguardare il denaro “sporco” proveniente dall'Urss, limpida e senza manie di persecuzione a senso unico, che non fa politica ma applica la legge.
Resto un incallito visionario, e poi al mattino aprendo i giornali mi assalgono perfino gli incubi, perché la realtà e tutt'altra cosa dei sogni, è sicuramente peggiore.

Enzo Bernasconi


Un amico mi ha appena raccontato che per ottenere un verdetto di tipo civile - il riconoscimento di proprietà d'una cantina - ha dovuto aspettare dodici anni. Avviò quella causa allo scopo di vendere successivamente la cantina a un vicino di casa, ma l'avvocato gli costò più di quanto egli incassò per l'alienazione. Sono questi i problemi (i cronici problemi) che attendono soluzione, e che non riescono a riceverla salvo che in qualche fortunato caso. La riforma della giustizia è la riforma del funzionamento della macchina giudiziaria, e la riforma dipende dai politici, non dai magistrati. Che cosa può fare un bravo magistrato – ce ne sono molti, di bravi magistrati - se dispone di cattivi strumenti di lavoro? Non può fare il suo mestiere come vorrebbe. E i cittadini non possono ottenere giustizia come vorrebbero. Riformare la giustizia nell'interesse generale è un'idea né di destra né di sinistra: è un'idea di buon senso. Cioè un'idea strampalata, in quest'Italia che il buon senso lo ignora. E che esprime una classe di governanti e legislatori incapace, anche quando sorretta da massicce maggioranze parlamentari, d'avviare non solo una vera riforma della giustizia: d'avviare una riforma del Paese.

Max Lodi

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