Domenica 03 Aprile 2011

Lampedusa, il processo breve e quel "vaffa"

Vorrei esporvi qualche riflessione sulla giornata politica di mercoledì scorso. 1) Il presidente del Consiglio  ha detto che i problemi di Lampedusa saranno risolti in 48-60 ore.  A Napoli è stato detto più volte, e qualcosa è stato pure fatto, salvo poi tornare la situazione peggio di prima. Ugualmente era stato detto che con il famigerato accordo con la Libia sarebbero stati risolti i problemi dell'immigrazione, e ora la situazione è di nuovo precipitata, e certo l'amicizia con Gheddafi non ha giovato.
Il governo deve capire che i problemi non si risolvono con annunci e misure propagandistiche, ma occorre un impegno strutturale. 2) Che senso ha chiedere un'inversione dell'ordine del giorno dei lavori dell'Aula per far approvare subito il testo sulla prescrizione breve se non quello di favorire l' ennesima legge ad personam? Il Guardasigilli Alfano si era impegnato a sgombrare il campo dalle leggi 'ad personam' per aprire un dialogo con le opposizioni sulla 'riforma epocale della Giustizia'. Ha ancora un senso il dibattito politico in questo Paese ? Si era impegnato a togliere di mezzo certi provvedimenti  in cambio di un dialogo sulle riforme e invece ecco spuntare come funghi, nel giro di una settimana, proprio quei provvedimenti che servono solo a placare le ossessioni giudiziarie del premier. 3) Mentre le nostre Forze Armate sono impegnate in un'operazione di estrema delicatezza come quella in Libia, il ministro La Russa non trova nulla di meglio da fare che andare in piazza Montecitorio a esasperare gli animi. Poi, rientrato in Aula attacca in maniera immotivata l'opposizione e conclude con un grave insulto al presidente della Camera e quindi a tutto il Parlamento. Il nostro Paese non puo' avere un ministro del genere.

Gianfranco Rota

1) I problemi di Lampedusa sono tutt'altro che risolti. Berlusconi ha provato a mettere una pezza, a modo suo, alle inadempienze del governo di cui è a capo. Le invasioni continueranno, e saranno invasioni - più che di tunisini - di libici, provenienti da un teatro di guerra. Dunque non ci sarà distinguo che tenga tra profughi e clandestini. I distinguo s'intensificheranno tra le regioni: che a parole si dicono pronte a ospitarli, e nei fatti no. 2) Le capriole in materia di giustizia sono la normalità, non l'eccezione. E confermano che la politica è un circo dove prevalgono i numeri dei trapezisti, anche se si tratta di numeri rischiosi. Con doppio salto mortale. 3) Il ministro della Difesa che tira un vaffa al presidente della Camera non ha purtroppo difese. E poi ci meravigliamo se l'Europa ci attacca.

Max Lodi

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