Sabato 14 Maggio 2011

Quei vecchi "tromboni" della politica

Perchè i "vecchi" dovrebbero ritirarsi dalla politica attiva?  Per un semplice motivo: perchè il futuro è dei giovani e pertanto ad essi spetta l'impegno politico.  E per una banale considerazione: se i "vecchi" della mia generazione in politica avessero operato bene e disinteressatamente non ci troveremmo ora nella penosa situazione attuale, che purtroppo i giovani volenti o nolenti devono subire.  Fanno bene quei giovani emergenti che dichiarano apertamente di voler "rottamare" i vecchi "tromboni" dei loro partiti: auguro solo loro di non imitarli ma di fare veramente una politica "nuova" che vada incontro alle esigenze di vita, soprattutto lavorative, della loro generazione (cosa che i "vecchi" non hanno saputo fare).  I vecchi al massimo possono restare nelle retrovie e dare qualche consiglio, se mai i giovani li vorranno ascoltare. Ma le decisioni sul campo spettano ai "giovani", che hanno davanti la vita e tante speranze (finora sempre frustrate dai "vecchi" che detengono il potere, come è capitato anche a molti  "non allineati" della mia generazione).

Giovanni Dotti

E' vero, caro amico, che gli habitué di poltrone, scranni e strapuntini dovrebbero levar le tende e non farsi più vedere. L'alternanza dà salute alla democrazia, l'occupazione del potere l'ammorba. Ma sul largo ai giovani e via gli attempati, ci andrei piano. Il disegno di legge, per esempio, presentato dal governo su proposta del ministro della Gioventù Meloni e che prevede la possibilità d'essere eletti deputati a diciotto anni e senatori a venticinque è un'insensatezza. Che esperienza di vita, che preparazione culturale, che requisiti di lavoro o d'altro può avere un ragazzo di quell'età per addentrarsi nell'elaborazione, discussione e approvazione delle leggi dello Stato? Un conto è tener presenti le esigenze dei giovani e soddisfarle, e un altro è chiedere ai giovani di fare ciò che neppure i non più giovani riescono spesso a fare bene. E' meglio lasciar perdere la demagogia quando si parla di cose serie. E tanto più è meglio lasciarla perdere in campagna elettorale. Il Parlamento dovrebbe essere ridotto di numero, non d'età. E faremmo un gran servizio ai diciottenni, ai venticinquenni e al meglio del nostro Paese se tagliassimo sprechi, essi sì, così vecchi da meritare la rottamazione. E infine: sa a che cosa porterebbe, con la legge elettorale che abbiamo, la diminuzione dell'età per entrare alla Camera e al Senato? Porterebbe, grazie al dominio dei partiti, a un'infornata di raccomandati e di "figli di". Dei quali ne paghiamo già fin troppi, e fin troppo incompetenti.

Max Lodi

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