Domenica 26 Giugno 2011

Dialogo Pd-Lega. E Bersani pensa al dopo Silvio

Nei giorni scorsi ho letto un interessante faccia a faccia tra il ministro Maroni e l'on. Bersani. A un certo punto il segretario del Pd, alla domanda di una ipotetica alleanza con Bossi ha risposto: nessuna alleanza con la Lega. Che ne pensa l'on. varesino Marantelli da tutti considerato un pontiere tra i due partiti? Una sua chiara e netta presa di posizione risolverebbe il quasi ventennale equivoco politico che alegga nella nostra provincia, dove si fatica a capire la differenza tra destra, sinistra e leghismo.

Carlo Fassuni


Bersani dice che no, ma Bersani vorrebbe che sì. Bersani vorrebbe stringere un patto, non un'alleanza, con la Lega. E se lo stringesse, un ruolo di pontiere (più che di pontiere) l'avrebbe Marantelli, già in passato investito di frequente dell'incombenza. Proprio perché favorevole a una nuova stagione del leghismo declinata fuori della destra, Bersani è avversato all'interno della sinistra e del Pd, dove in tanti l'ammoniscono a non fidarsi di Bossi e dei suoi. E sostengono che nessuna intesa può trovarsi con chi ha spartito tutto del berlusconismo: l'ispirazione di fondo, la gestione del potere, i deviazionismi istituzionali e altro di negativo e deplorevole.
Bersani ne fa una questione pratica. Pensa che dal berlusconismo si debba uscire in fretta e costi quel che costi, perché il berlusconismo è un danno grave per il Paese. Forse perfino una malattia culturale, come l'ha definito Vendola. Pur d'uscirne, va bene far entrare in quest'ordine d'idee anche la Lega. Poi, a berlusconismo chiuso, si vedrà come aprire la nuova stagione politica.
 Bersani immagina un percorso di questo tipo: una crisi di governo, una gestione transitoria (con Tremonti o Maroni leader) verso l'anticipo delle elezioni, l'approvazione d'una legge elettorale in chiave proporzionale, quindi il voto. E dopo il voto, un governo che governi per davvero. Bersani non immagina di scegliere a urne chiuse gli alleati, li sceglierà prima (si suppone Vendola e Di Pietro). Però non esclude, dopo, che una Lega dalle mani libere, possa valutare se usarle per dare sostegno all'esecutivo. Tutto questo a Bossi va benissimo, perché non vuole ripresentarsi agl'italiani fiancheggiando Berlusconi. Meglio far da sé, in tempi di peggio senza fine. In questo disegno - lo ammetto, caro amico - fantasioso fino alla spericolatezza e che ho la presunzione d'attribuire a Bersani, Marantelli non starà nelle retrovie a guardare. Starà all'avanguardia, come del resto ha sempre fatto onorando quella sorta di delega ad ambascitore presso il leghismo ricevuta anni fa dal suo partito.

Max Lodi

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