Giovedì 30 Giugno 2011

Il prof Veronesi e l'insondabilità del vero amore

L'illustre oncologo professor Veronesi ha giudicato l'omosessualità l'unico amore puro. Quello fra maschio e femmina, causa la procreazione, ha l'egoistico orgoglio d'essere padre e madre, pertanto non manifesta il completo “donarsi” bensì un appropriarsi. Veronesi, se non erro, non è credente perciò l'anzidetta motivazione “filosofica” non deve stupire. Anche il filosofo Severino giudicò la preghiera del Padrenostro una manifestazione di potenza. A mio parere ogni fatto umano presenta un aspetto tridimensionale. All'inizio l'immaginare o l'invenzione (è il pensiero fra cui l'amare) da cui deriva la creazione (i figli e tutto ciò che l'umanità produce), per terzo sta l'appropriarsi della creazione. Nel nostro caso la fierezza d'essere padre e madre mentre, in tutti gli altri casi, è il compenso che ogni creazione comporta. Si dovrebbe perciò concludere che l'amare omosessuale va rispettato, ma avrebbe unico fine quello di far lavorare in perdita la natura. È sufficiente pensare che se tutti fossero omosessuali fra 100 anni sulla Terra esisterebbero solo il regno animale e quello vegetale. Non esisterebbe la creazione del sesto giorno, cioè Adamo e Eva, ed è ciò a cui il serpente tentatore mirava già dal principio.

Arnaldo Baroffio


E' singolare come Veronesi, al quale tutti tributiamo rispetto per il profilo di ricercatore eccelso e di sacerdote d'una schietta laicità, abbia potuto (restrittivamente) dichiarare che l'amore tra uomo e donna è funzionale alla riproduzione e meno gratuito dell'amore omosessuale. Forse lo ha fatto solo per dare una risposta provocatoria a polemiche anti-omosessuali innescate da un paio di sindaci, a cominciare da quello di Bologna. L'amore è un sentimento che continua, per fortuna sua e nostra, a rimanere insondabile. La sfera degli affetti resta gelosamente misteriosa. La chimica dei sentimenti (se esiste, come sostengono alcuni scienziati) necessita d'analisi ancora minuziose e forse vane perché si possa davvero capirne qualcosa e per sempre. Classificare l'amore è un esercizio razionalmente inutile. Emotivamente ardito. Spiritualmente impraticabile. L'amore è cogliere qualcosa di sé negli altri e/o qualcosa degli altri in sé: su questo si concorda. Su tutto il resto si può dissentire. Si dovrebbe anche non giudicare, essendo tale dissenso molto diffuso. O meglio, e per essere più precisi: un giudice c'è già, ed è la natura. Di solito le sue sentenze sono ben motivate, e ricorrevi - non sapendo a quale altro grado di giudizio appellarsi - non produce esiti apprezzabili.

Max Lodi


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