Martedì 09 Agosto 2011

Finalmente questo governo è commissariato

Finalmente (possiamo proprio dire così) il governo italiano è stato commissariato in materia di politica economica.  Anche se la maggior parte degli italiani forse non l'ha capito, la decisione di anticipare la manovra per raggiungere il pareggio di bilancio nel  2013  non è stata presa da Berlusconi e Tremonti in piena autonomia. Anche se entrambi hanno sostenuto in conferenza stampa che fosse così, in realtà la decisione dell'anticipo è stata imposta al presidente del Consiglio e al ministro dell'Economia dai "commissari" per l'Italia, che si chiamano Obama, Merkel, Sarkozy e Trichet.
Sono loro ad aver chiamato venerdì scorso Berlusconi per  imporgli la correzione. Lo scopo era quello di intervenire sul Governo italiano, il meno consapevole dei rischi di mercato e il più arretrato nell'affrontare i rimedi. E anche il governo più "furbo", quello che varava una manovra economica tutta ai danni dei ceti medi e di quelli poveri, spostandone però la realizzazione al 2013, in modo da non essere sanzionato dal voto che si terrà appunto all'inizio di quell'anno.
  Purtroppo i Commissari non hanno (ancora) la facoltà di ordinare al governo Berlusconi anche i contenuti della manovra economica, di cambiarla radicalmente per ridurne l'iniquità e consentire davvero la crescita, quindi non possono imporre le liberalizzazioni, le privatizzazioni, la redistribuzione del reddito, la drastica riduzione di quegli enormi costi della politica che sono un primato dell'Italia su tutto l'Occidente. Misure, queste, completamente assenti nella manovra del nostro governo.
Rimane comunque positivo, almeno in parte, il fatto che da oggi in avanti la politica economica italiana è subordinata alle scelte di Capi di Stato più responsabili.
Esiste, però, un altro tipo di commissariamento in atto che invece è negativo. Sono le Agenzie di rating. Tre agenzie americane impongono a tutti gli Stati del mondo contenuti e tempi delle scelte che devono fare. Nessuna istituzione ha mai certificato queste agenzie, nessuno può giudicare il modo in cui lavorano, nessuna Banca Centrale ha voce in capitolo per decidere quali parametri privilegiare per alzare o ridure il rating di un Paese. Fanno tutto da sole, non sono trasparenti e non vengono sanzionate quando sbagliano, come fu nel caso di Leman Brothers. E da sole orientano una massa finanziaria mondiale che per dimensioni è pari al PIL dell'intero pianeta.  E' ora che gli Stati europei corrano ai rimedi, qualcosa si può fare, come la creazione di un'Agenzia di rating europea che operi in completa autonomia, ma con criteri di valutazione certificati dall'Unione.

Roberto Cattaneo

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