Venerdì 12 Aprile 2013

Quei due Papi, continuità nella comunione

L'immagine dei due Papi affiancati non mi ha solo stupito emozionalmente. Mi ha fatto pensare all'accostarsi di due forti individualità, date le diversità di Benedetto e Francesco, e questo è stato il messaggio più gradito in un momento nel quale tutto appare diviso e non conciliabile. 
Quelle vesti bianche hanno trasmesso un'idea di pace, ed è quanto di più bello oggi ci potrebbe essere regalato. Non importa se fedeli o no.

Gino Canali

Hanno confermato che due particolarità possono coesistere in un unicum. Le immagini raccontano della continuità, più che della discontinuità, tra un papato e l'altro. Umiltà, assenza di protagonismo, comunione. Sentimenti sia di Benedetto sia di Francesco. Espressi prima dai gesti, poi dalle parole, con l'intento di spiegare che una sola è la strada del rinnovamento, della Chiesa e non solo della Chiesa: mettere al primo posto l'universalità del capirsi, dell'intendersi, del camminare insieme. L'incontro, nella sua sostanza e nelle sue forme, ha dato contezza - certa e non illusoria - d'essersi svolto in un succedersi di naturali e provvide sequenze, senza artifizi precostituiti. E anche questo (specialmente questo) offre il suo significato: è come se se fosse da qualche parte scritto che ciò dovesse accadere, ed era scritto così da tempo e bene che non s'è reso necessario recitare. L'occupazione della scena è venuta seguendo un misterioso richiamo, inconsapevolmente memorizzato, a dimostrazione che lasciarsi condurre dalla sensibilità non porta mai fuori strada. Semmai riporta dentro la strada che talvolta si fatica a ritrovare, dopo averla perduta.

Max Lodi

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