Martedì 17 Febbraio 2009

Ma la Casta sarà capace di ravvedersi?

Sarà perchè in queste pagine, nelle ultime settimane, una delle parole più gettonate è stata "neve", si sono materializzati sotto gli occhi i "sentieri sotto la neve" di Rigoni Stern. Nulla a che vedere con le nostre scalcinate strade: in quei sentieri passano le storie degli uomini, dei popoli, memorie da conservare, civiltà e identità da proporre a chi non le ha vissute. E singolarmente, confrontando altre notizie, bastano i titoli della prima pagina: rimpasto, nomine, bugie, truffe, federalismo, legge elettorale ecc., con un paragrafo del libro, vien da pensare, penosamente pensare!
Rigoni, parlando delle origini della sua stirpe, i Cimbri, e del territorio di Asiago dove si stabilirono avanti Cristo, cita le poche e basilari regole civili, inderogabili! Tutte le cariche pubbliche erano elettive, nessuno poteva essere rieletto, liste aperte, gli avi di Calderoli non erano ancora nati evidentemente, il furto e la menzogna erano considerati delitti, chi li commetteva era bandito per sempre, i teoremi in uso erano solo quelli pitagorici, insomma il bene del popolo erano gli eletti, e gli eletti erano il bene del popolo! Alla fine, dopo secoli, arrivò Napoleone, e fece quel che sappiamo, oggi diremmo "danni collaterali".
Oggi la politica è un risiko, il dibattito e il confronto tra le parti nascono da battute da avanspettacolo, si fomentano le piazze, si arringa dalla tv, intanto la crisi è lì, non si risolve con una battuta, cosa deve succedere ancora perché entri nelle loro zucche un minimo di dignità?

Luca Cattaneo



Che cosa accadrà nessuno può dirlo, possiamo solo avanzare qualche ipotesi. Io non sono ottimista. Viviamo in un simulacro di democrazia. Non a caso si parla di «democrazia imperfetta». Speriamo che ci siano ancora i margini perché il processo democratico possa perfezionarsi. Ma ci sono tutti i segnali dell’instaurarsi di una dittatura da parte di una Casta sempre più cinica e predatrice. I nostri rappresentanti si sono antoconcessi mille privilegi, dai lauti compensi alla sostanziale inamovibilità, relegando il cittadino ai margini di un Paese ormai fuori controllo. E invece di distribuire più equamente le risorse, stanno scientificamente accrescendo il divario fra ricchi e poveri. Questo modo di procedere porterà ad un aumento esponenziale della tensione e il patto sociale sarà sempre più violato. La crisi farà da detonatore di nuovi conflitti. Oggi tutti speriamo che la Casta si ravveda e ritrovi la dignità perduta, ma è come invocare il miracolo: beato chi ci crede.

Pier Angelo Marengo
p.marengo@laprovincia.it

p.marengo

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