Domenica 01 Marzo 2009

Lega disposta a tutto in nome del federalismo

Cara Provincia,
com’è possibile che il Governo trovi 27 miliardi di euro per far partire un progetto inutile come il Ponte di Messina e non trovi una ventina di miliardi per realizzare una serie di infrastrutture fondamentali per il Nord? Con che coraggio il leghista Castelli annuncia che il Ponte è utile in ottica federalista in quanto scelto dalle popolazioni del luogo?
Peccato che quelle scelte assurde siano pagate coi nostri soldi e peccato che le nostre scelte siano sempre snobbate perché la Lega aiuta i più furbi a scippare i nostri quattrini.
Se questo è il federalismo cominciamo bene: prima i soldi a Roma e Catania, poi a Palermo e adesso il Ponte e l’ammodernamento della Salerno-Reggio.
Non si trovano 6 miliardi per la Pedemontana, 7 per la Brebemi, 2 per l’Expo e una manciata di milioni per i collegamenti di Malpensa alla Svizzera e poi si getta al vento una cifra molto più alta per un’opera assurda al Sud?
Che fine hanno fatto le denunce della Lega che definiva il Ponte "una mostruosità inutile sotto tutti i punti di vista?" e denunciava le possibili infiltrazioni mafiose?
Il governatore pugliese Vendola ha detto che il Ponte non servirà ad unire due coste, ma due cosche (mafia e ndrangheta) ma la Lega evidentemente non la pensa più così.
Potere delle poltrone romane, certo, ma almeno la smettano di fingere di preoccuparsi per la crisi al Nord dovuta alla mancanza di infrastrutture.

Max Ferrari
Lombardia Autonoma

Caro Ferrari,
lei che ha frequentato la Lega dovrebbe, per dirla alla Marzullo, farsi la domanda e darsi la risposta. Il mio punto di vista da osservatore è che il movimento di Bossi ha deciso di mandare giù qualunque cosa (al Ponte e alla Salerno-Reggio - che peraltro è indispensabile trasformare in un’autostrada vera in funzione del turismo - si potrebbero aggiungere le elargizioni dello Stato ai comuni di Roma e Catania per sanare il deficit: tutto il contrario del federalismo). Ma il Carroccio vuole portare a casa questa riforma senza rischiare che un referendum la invalidi com’è avvenuto per la devolution. E perciò cerca di non inimicarsi nessuno.

Francesco Angelini

p.marengo

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