Il nostro lago è una pista per motoscafi

Si tratta di scafi sempre più grandi e inutili, pericolosi e inquinanti, rumorosi  e boriosi

Finalmente il bellissimo reportage di Giuseppe Guin ha denunciato la situazione nella quale sta precipitando il Lago di Como, inteso come il "lago" vero, quello con l’acqua, non quello astratto che delle sue acque sembra non occuparsi. Il lago è diventato una sorta di "acqua di nessuno", una pista coperta da un velo di olio, per motoscafi sempre più grandi e inutili, pericolosi e inquinanti, rumorosi  e boriosi, guidati spesso da gente che non ha idea di quello che succede ad una piccola barca quando gli sfrecciano vicino. A questi si aggiungono i famosi catamarani, veri mostri di bruttura che si susseguono consumando enormi quantità di carburante che in gran parte si spreca per produrre onde "anomale" per il lago (quattordici onde consecutive, contate dal sottoscritto!) incompatibili con la sicurezza dei muri, dei pesci, delle darsene, degli ormeggi, di bagnanti e piccoli natanti, mezzi di trasporto pubblico che offendono i più elementari  criteri antinquinamento e la cui sola vista deturpa il paesaggio. Da ultime si moltiplicano le moto d’acqua….Le norme di comportamento per la navigazione ci sarebbero, ma sono quanto mai permissive (50 o 80 metri la distanza minima da riva, mai rispettata ne fatta rispettare); un pieghevole che circola da qualche anno nel primo bacino sulla "sicurezza" in lago si limita grottescamente a consigliare ai bagnanti di stare attenti! Poi le foglie e l’erba tagliata dei giardini a lago vengono gettate allegramente in acqua con efficaci e rumorose "soffianti", mentre il livello del lago pare venga (s)regolato da un comitato di affari che di altro non si cura. Ma vogliamo proprio continuare così?  Chi scrive abita a Laglio, che oltre ad ospitare George Clooney è un promontorio sfiorato dalla direttrice verso il centro lago: durante i week end estivi nelle abitazioni fronte lago si chiudono le finestre, causa i gas di scarico dei natanti. Tra questi si distinguono per tracotanza alcuni tra quelli che trasportano i turisti, con base a Como, che passerebbero, se potessero, sopra il giardino di Clooney e che sono o si considerano esenti dal rispetto delle regole. Il lago di Como si picca di essere lago di elite, luogo di sogno e antiche memorie, paesaggio unico, ma perché delle sue acque nessuno si occupa?

Enrico Maltini

(g.gu.) Ogni sua riga è totalmente condivisibile. Io ne aggiungerei soltanto una, che è un "mea culpa" collettivo. Se un milionesimo della giusta sommossa popolare scatenata dal muro, si verificasse anche per quanto da lei elencato, forse il lago migliorerebbe.

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